Franck Kessié torna all’Atalanta dopo 9 anni dall’ultima volta (2017). Il centrocampista ivoriano era stato ad un passo dalla Juventus, ma dopo il naufragio della trattativa con i bianconeri, ha trovato l’accordo con la Dea. Kessié è stato presentato alla stampa accanto al direttore sportivo degli orobici, Giuntoli. Di seguito le loro dichiarazioni, riportate da TMW.
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Le parole di Giuntoli
Comincia a parlare il ds nerazzurro.
“Voglio ricapitolare tutto il mercato. Intanto voglio ringraziare la famiglia Percassi e Pagliuca per la fiducia. Siamo partiti da Sarri, siamo convinti che sia la persona giusta per intraprendere un nuovo ciclo: contenti di averlo con noi. Siamo partiti da un regista italiano come Gaetano, poi Kristensen dopo l’addio di Djimsiti, dopo di che c’è stato Elmas e che è un calciatore molto duttile e coerente per il 4-3-3 di Maurizio Sarri, poi è successo che De Roon ci ha chiesto di andare alla Roma e noi ci siamo fiondati su Kessié: per noi è un giocatore fondamentale per questo progetto, determinante il grande rapporto con Luca per l’acquisto di questo giocatore.
Poi c’è Rowe, l’ultimo pezzo per darci negli ultimi 30 metri una qualità importante insieme a tutti i nostri attaccanti. Non siamo andati su un altro difensore come c’era stato invocato seguendo la stampa, ma il motivo è legato a diversi fattori: Hien sta recuperando e Obric sta crescendo molto bene. Abbiamo seguito dei calciatori che erano una grande opportunità all’inizio, poi però è andata diversamente. Pensiamo di avere una rosa migliorata e soprattutto di qualità. Sarò anche ripetitivo e il nuovo corso ha bisogno di tempo: a livello tattico, cardiaco e fisico dove la squadra dovrà abituarsi. Servirà tempo”.
Kessié è stato preso per fare il regista?
“Può fare sia il regista che la mezzala. Una prima pietra per questa Atalanta”.
Cosa è successo con Alajbegovic e Romagnoli?
“Per l’esterno abbiamo optato per un giocatore più pronto. In difesa avevamo già Obric in crescita e un recupero importante da parte di Hien: non volevamo soffocare il reparto”.
Cosa è successo dal punto di vista delle tempistiche?
“Il mercato da sempre le sue tempistiche. Ci sono sempre cifre alte, però pensiamo di aver fatto degli investimenti importanti per un beneficio a lungo termine vista la giovane età”.
Quanto è stato fondamentale il progetto Atalanta nella scelta dei giocatori?
“Merito di un grande lavoro della società. L’Atalanta è una società importante sia in Italia e in Europa”.
Come è stato vissuto l’addio di De Roon?
“Quando c’è un calciatore vuole andare via bisogna ascoltare. Ci dispiace, ma noi dobbiamo voltare pagine e andare avanti. Kessié è un giocatore anche di personalità che ci può aiutare per la nuova Atalanta”.
Cosa è cambiato dietro le quinte?
“Molte cose, abbiamo rinnovato molto. Il tutto crea sempre dei meccanismi correlati, volevamo cambiare anche al di fuori della squadra oltre che all’interno. Ci vuole tempo e siamo sicuro di essere sulla strada giusta”.
Questa Atalanta può andare in Champions League?
“L’ambizione mi porta a dire di trovare l’identità giusta e forte, poi da li si fanno gli obiettivi. Gli obiettivi possono essere troppo o addirittura troppo pochi: io penso al lavoro costante. Il nostro obiettivo è ripartire forte. Crediamo di aver fatto un grande lavoro sul mercato”.
Le parole di Kessié
Cosa hai pensato appena sei tornato all’Atalanta?
“Scelta di cuore. Ringrazio la società e soprattutto a Luca Percassi: sono tornato a casa. Sono molto contento. Ero un ragazzino ai tempi e oggi sono diventato molto maturo rispetto a dieci anni fa”.
Come stai dopo l’esperienza in Arabia?
“In Arabia è stata una bella esperienza: sono stato tre anni li. Una grande esperienza per la mia carriera”.
Cosa le può portare l’Atalanta in questa seconda vita a Bergamo?
“Loro mi hanno dato tanto. Tendo a ringraziare tanto e dalla Costa d’Avorio mi hanno portato qua a farmi realizzare un sogno. Ho scelto Bergamo perché è una scelta di cuore. Voglio ripagare tutto con i fatti, soprattutto il direttore per la fiducia. Sono contento”.
Dove può migliorare con mister Sarri?
“Con lui lavoriamo ogni giorno. Per me non c’è problema nel giocare da mezzala o addirittura da regista. La priorità è dare il massimo per la squadra”.
Hai sempre vissuto a Bergamo: come mai questa scelta?
“Per me Bergamo è la prima Città d’Europa che ho visto da quando ho lasciato la Costa D’Avorio. Qui sono diventato un grande calciatore”.
Cosa hai provato quanto sei ritornato senza Tabi?
“Con lui avevo un rapporto eccezionale: avevamo anche lo stesso procuratore. Lui era un bravo ragazzo ed è cambiato tutto, e fa parte anche della mia storia lui: un ragazzo che non è stato fortunato. Noi siamo qui anche per lui”.
Che effetto ti fa ritornare con lo stadio nuovo?
“Bergamo è sempre una tifoseria abbastanza calda e che si fa sentire. Con gli spalti vicini è ancora di più una bolgia e possiamo andare più forti in casa. Come sempre voglio ringraziare molto la società”.
Questa Atalanta lotta per la Champions?
“A Bergamo bisogna lottare per tutto: campionato, Coppa Italia e Conference League. Vogliamo provare a giocarcela per tutto”.
Come ha visto crescere l’Atalanta e cosa ne pensa di altri club interessati a te?
“Ho parlato con altre squadre, ma come ho detto: quando l’Atalanta è entrata in gioco mi hanno dimostrato tanta fiducia. Una scelta di cuore che è andata sopra tutto: chiama l’Atalanta e di conseguenza andare lì voleva dire ritornare a casa”.
Quanto sei cambiato rispetto a dieci anni fa?
“Ho cambiato solo l’età (risata ndr.). Il mio obiettivo è quello sempre di aiutare la squadra. Non vedo l’ora di dimostrarlo durante la stagione”.
Sarai un riferimento anche per i giovani del Vivaio?
“Aiuterò i più giovani proprio come gli altri hanno aiutato me. Tengo molto a dare una mano anche a loro all’interno dello spogliatoio: non dovrà mai mancare”.
Quanto può aiutare la tua esperienza a diventare un leader?
“Non sono solo. Siamo tanti giocatori di esperienza qui a Bergamo come Sportiello, Zappacosta ed Ederson: insieme possiamo dare un grande contributo. La mia esperienza mi ha aiutato: insieme possiamo aiutarci e fare una stagione importante”.
Questa Atalanta può vincere la Conference?
“Noi lottiamo per tutto”.
Vorresti chiudere la carriera all’Atalanta?
“Non sarebbe male, ma ora penso al presente. Un futuro poi si vedrà, però perché no?”
