La Juventus di Luciano Spalletti, sottolinea La Gazzetta dello Sport, non riesce a uscire dalle sabbie mobili dove si è impantanata: “C’è un filo conduttore che lega le giravolte in panchina fino alla notte, triste, di Napoli: il decollo annunciato non si è mai visto. E l’Europa che conta rimane una missione sempre in bilico: il campionato incerto nelle sue parti più nobili finirà con una quota scudetto più bassa, ma con una quota Champions più alta. La Juventus, oggi, è distante anni luce dalla vetta – otto punti dopo quattordici giornate fanno rabbrividire come il freddo di Bodo – e un bel po’ distante per qualità e imprevedibilità dal resto della compagnia che guarda ai primi quattro posti. Dopo Napoli non muori, ma c’è la tappa di Bologna e il duello allo Stadium con la Roma prima di Natale preceduti dal salto in Champions, domani sera con i ciprioti del Pafos: un percorso che, se fallito, può avere l’effetto di chiudere già i conti in questa stagione, almeno per ciò che riguarda il discorso domestico. Tre tecnici, tre soluzioni in alto mare e sempre con il mercato come bussola starata […]”.
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