💥 Tottenham, insulti razzisti a Kevin Danso sui social: comunicato durissimo degli Spurs

Il Tottenham non ci sta e attacca gli aggressori social di Danso. Questo il duro comunicato degli Spurs:

«A seguito dei riprovevoli insulti razzisti subiti da Kevin Danso sui social media dopo la partita contro il Brighton – purtroppo l’ultimo di una serie sempre più lunga di nostri giocatori vittime di simili abusi da parte di vili codardi online –  il Club prenderà una posizione chiara questo fine settimana.

I nostri giocatori si uniranno in segno di solidarietà in vista della partita contro il Wolverhampton, indossando durante il riscaldamento delle magliette con un messaggio molto chiaro: «Spurs Against Racism». Vogliamo far capire chiaramente al mondo che, se qualcuno pensa che sia accettabile rivolgere insulti razzisti ai nostri giocatori sui social media, adotteremo le misure più severe possibili e abbiamo già dimostrato in passato di essere in grado di farlo.

Cosa facciamo

Collaboriamo con partner specializzati e utilizziamo strumenti avanzati pensati per proteggere i nostri giocatori, il nostro staff e tutti i membri della famiglia degli Spurs dal flagello degli abusi online:

  • B5 Consultancy offre formazione ai giocatori, consulenza e assistenza nelle indagini e nell’adozione di misure contro l’odio online, aiutandoci a identificare i responsabili.
  • Respondology garantisce una moderazione completa dei commenti su tutti i canali social ufficiali del Club (ad eccezione di X, che non consente l’uso dello strumento), rimuovendo automaticamente le risposte offensive e denigratorie dai post del Club per tutelare l’esperienza dei tifosi.
  • Signify Group si avvale del servizio Threat Matrix, un sistema di monitoraggio specializzato basato sull’intelligenza artificiale e supportato da analisti esperti che monitorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, gli abusi online nell’intero ecosistema dei social media. Il sistema rileva in tempo reale gli abusi rivolti ai nostri giocatori e al nostro staff, indaga sugli account più gravi e identifica i responsabili.

I risultati vengono trasmessi ai team legali, di sicurezza e di coinvolgimento dei tifosi del Club, che possono verificare i nomi dei responsabili individuati confrontandoli con la nostra banca dati. Abbiamo assunto un ruolo di primo piano nell’elaborazione di un accordo di condivisione dei dati a livello di campionato, che consente agli altri club di intervenire nei confronti delle persone da noi identificate e con una nota affiliazione calcistica.

Eventuali provvedimenti disciplinari da parte del Club saranno quindi stabiliti in conformità con la nostra Politica in materia di sanzioni e squalifiche. Ci rivolgeremo all’Unità di polizia calcistica del Regno Unito qualora i commenti abbiano superato la soglia di rilevanza penale e collaboreremo con la Premier League affinché ci assista nel perseguire i casi in territori internazionali al di fuori della nostra giurisdizione.

Risultati

Nelle ultime stagioni siamo riusciti a ottenere condanne penali a seguito di abusi nei confronti del nostro personale e dei nostri giocatori, compresi quelli residenti all’estero, e abbiamo inoltre comminato squalifiche a tempo indeterminato dal Club. In tutti i casi, ci consulteremo attentamente con il giocatore coinvolto per capire quali misure sia disposto ad accettare.

Grazie all’accordo di condivisione dei dati a livello di campionato, abbiamo tempestivamente trasmesso le informazioni agli altri club della Premier League, consentendo loro di adottare provvedimenti nei confronti dei propri tifosi (tra cui condanne penali e divieti di accesso allo stadio a tempo indeterminato).

  • In collaborazione con la Premier League, abbiamo ottenuto una condanna penale in Germania per insulti razzisti rivolti a uno dei nostri giocatori.
  • Abbiamo collaborato con le forze dell’ordine per risolvere i casi relativi ad alcuni adolescenti che hanno insultato i nostri giocatori su Instagram, lavorando a stretto contatto con le loro scuole e i loro genitori per ottenere delle scuse e garantire un’adeguata sensibilizzazione.
  • Abbiamo rintracciato altre persone in Indonesia, India, Vietnam, Filippine e Brasile, avvalendoci di avvocati locali per ottenere delle scuse scritte.
  • Come ampiamente riportato, nel 2023 abbiamo collaborato con la Met Police per presentare ricorso contro una sentenza di primo grado, al fine di ottenere un provvedimento di divieto di accesso agli stadi della durata di tre anni nei confronti di un tifoso avversario riconosciuto colpevole di un reato contro l’ordine pubblico con aggravante razziale ai danni di Heung-Min Son durante una partita disputata nel nostro stadio.

In merito alle riprovevoli offese subite da Kevin Danso lo scorso fine settimana, abbiamo segnalato tutti i contenuti individuati alla Metropolitan Police e alle autorità competenti dei paesi in cui risiedono gli autori, nonché alle piattaforme di social media interessate.

Abbiamo già ottenuto la rimozione di alcuni post, la sospensione di account sui social media e, in alcuni casi, abbiamo richiesto alle piattaforme la chiusura definitiva degli account. Disponiamo delle identità degli autori e stiamo effettuando un controllo incrociato con il database del Club, oltre a collaborare con altri club qualora venga individuata un’affiliazione. Stiamo consultando i nostri legali per stabilire in quali casi sia necessario richiedere provvedimenti restrittivi e, ove opportuno, avviare procedimenti penali.

Kevin, dal canto suo, continua a godere del sostegno totale e incondizionato del Club e questa settimana ha coraggiosamente deciso di parlare pubblicamente della sua esperienza.

Il problema più ampio

Siamo nel 2026, eppure stiamo ancora affrontando questi argomenti.

Solo negli ultimi cinque anni, la Premier League ha indagato su oltre 4.000 casi di insulti razzisti, avviando azioni legali contro i responsabili in tre continenti.

Gli ultimi dati resi noti da Kick It Out relativi alla stagione 2024/25 hanno rivelato che l’organizzazione benefica ha ricevuto 1.398 segnalazioni di discriminazione, segnando un aumento costante rispetto alla stagione precedente (1.332) e il dato più alto mai registrato. Si tratta di un numero più che doppio rispetto a quello delle segnalazioni ricevute appena quattro stagioni fa.

I dati, raccolti da segnalazioni provenienti dal calcio professionistico, dal calcio di base e dagli spazi online, evidenziano un aumento dei casi di abuso in diversi ambiti chiave, tra cui il sessismo, la transfobia, l’abilismo e gli abusi a sfondo religioso, oltre a livelli costantemente elevati di razzismo, che rimane la forma di discriminazione più segnalata.

Esprimiamo il nostro apprezzamento per il lavoro svolto in tutto il mondo del calcio per combattere il flagello della discriminazione, pur riconoscendo che c’è ancora molto da fare. Chiediamo nuovamente a X, Instagram e a tutte le piattaforme social di agire in modo rapido e deciso quando vengono segnalati episodi di abuso razzista. Invitiamo inoltre chiunque sia testimone di episodi di abuso a segnalarceli direttamente all’indirizzo report@tottenhamhotspur.com, in modo da poter adottare le misure più severe possibili, in linea con le procedure sopra descritte.

Non ci fermeremo: continueremo a prendere posizione e a dimostrare il nostro sostegno incondizionato ai nostri giocatori di fronte a forme di discriminazione inaccettabili.

Non c’è posto per il razzismo al Tottenham Hotspur. Non c’è posto per il razzismo nel calcio».

By Pasquale Ucciero

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