Jacobo Ramon, difensore spagnolo classe 2005 in forza al Como, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue considerazioni:
Ramon, l’ingresso in Champions è stata la gioia più grande della sua carriera?
“Ho assaporato la felicità di segnare al Bernabeu con la maglia del Real, il club dove sono cresciuto. Vi immaginate che soddisfazione sia stata quella per me… La gioia di domenica però è stata almeno dello stesso livello”.
La rete del 14 maggio 2025, decisiva per la vittoria 2-1 contro il Maiorca, la ricorda ancora. Per quanto ricorderà Cremonese-Como 1-4?
“Credo per sempre. È stata una soddisfazione incredibile, un risultato pazzesco. Abbiamo festeggiato e ce lo stiamo goduto perché per arrivare quarti abbiamo lavorato tanto durante tutto l’anno”.
Sia sincero, quando la scorsa estate è arrivato a Como non se lo aspettava…
“Certamente no, ma credo che non se lo aspettasse nessuno. Non era certo questo il nostro obiettivo. Siamo stati bravi a pensare a una partita alla volta, senza calcoli o tabelle”.
Siete andati oltre, molto oltre…
“È stato come realizzare un sogno. Un qualcosa di difficile da descrivere con le parole”.
Domenica siete partiti dietro in classifica e non avevate il destino nelle vostre mani. Eppure…
“Sapevamo che non dipendeva da noi e per questo ci siamo detti di cercare solo di vincere a Cremona. Di fare il nostro dovere, senza pensare ai risultati delle altre. Per fortuna il Milan non ha vinto e ci ha permesso di arrivare dove sognavamo”.
E così sono spuntate le magliette e Fabregas è volato in aria, lanciato da voi calciatori.
“Il gruppo si meritava questo traguardo che resterà nella storia del Como. Non abbiamo mollato mai e abbiamo cercato di ottenere sempre il massimo”.
Quanto c’è di Fabregas in questa impresa?
“Tantissimo perché lui è un grande allenatore, un vincente, uno che ti trasmette sempre la giusta carica e quello che bisogna fare in campo”.
Cosa vi ha detto stavolta, nei suoi ormai famosi discorsi… in cerchio a fine partita?
“Stavolta abbiamo pensato soprattutto a festeggiare (ride, ndr), ma il mister ci ha portato lontano facendoci sentire una famiglia, creando un gruppo nel quale ognuno si sacrifica per l’altro. È stata ed è questa la nostra forza”.
Se chiude gli occhi, pensa alla prima gara della prossima stagione con la “musichetta” della Champions e…
“Non mi sembra ancora vero. Di certo noi cercheremo di fare il massimo anche l’anno prossimo. Vogliamo continuare a sognare”.
Siete la squadra che ha giocato il miglior calcio della Serie A?
“Non voglio fare classifiche, ma sicuramente Fabregas ci ha dato un gioco e noi lo abbiamo portato avanti. Abbiamo creduto che i risultati sarebbero arrivati così e abbiamo avuto ragione”.
Chi è stato l’uomo in più del Como?
“Il gruppo. Non è una frase fatta, ma la realtà. L’unione di tutti e il voler raggiungere un grande obiettivo sono stati fondamentali. La chiave di tutto”.
Soddisfatto della sua stagione, vissuta da protagonista con 32 presenze in Serie A?
“Ho imparato molto e Fabregas mi ha migliorato sotto il profilo tecnico e tattico. Gli devo molto”.
Il Como l’ha acquistata la scorsa estate, ma il Real Madrid, come per Nico Paz, si è tenuto la possibilità di riportarla… a casa. Dove giocherà il prossimo anno? Resterà al Como?
“Io mi vedo qua”.
Sicuro?
“Sì”.
È diventato un po’… italiano in questa stagione?
“Mi piace la vostra bistecca e la vita da voi. La Serie A è un campionato duro che conoscevo anche prima. Del Piero, Buffon e Bonucci sono sempre stati tra i miei idoli. Bonucci è stato un difensore davvero super”.
Fuori dal campo cosa fa?
“Sono una persona tranquilla. Mi piacciono il padel e il tennis. Ammiro il vostro Sinner che è davvero un fenomeno”.
Che consiglio darebbe a un ragazzo delle giovanili che ama il calcio e che vuole diventare… Jacobo Ramon?
“Di avere sempre tanta fame, di lavorare duro sulla tecnica, di non mollare mai. L’allenamento e i sacrifici pagano”.
