💕 Azzi: “L’Italia ha aperto le porte alla mia carriera. Ecco a chi dedico la promozione”

Paulo Azzi, uno dei grandi protagonisti della cavalcata verso la Serie A del Monza, ha rilasciato un’intervista in cui si è raccontato. Riprendiamo le sue parole da gianlucadimarzio.com:

“Voglio raccontarvi un ricordo bello e a cui sono molto legato, che non avevo mai svelato fino a questo momento.

La mia nonna materna è nata vicino a Salerno e a soli 20 anni è partita per il Brasile, a bordo di una barca, con la speranza di trovare un posto per vivere una vita diversa dopo la guerra. Riuscì a costruire una famiglia ed ebbe addirittura 8 figli. Sono cresciuto con le usanze italiane grazie a lei. In casa parlava il dialetto e ha sempre cucinato per noi. Amava i piatti brasiliani ma il suo preferito erano i ravioli. Li faceva molto spesso. Mi ha insegnato la convivialità, l’importanza di stare insieme a tavola e godersi il momento in tranquillità.

Quando è nata la possibilità, per me, di venire in Italia lei è rimasta contentissima. Purtroppo prese una malattia ed la portammo in ospedale. Non riuscì a migliorare e venne a mancare.

Nel giorno che eravamo al suo funerale ricevetti i biglietti per venire in Italia. Solo a ricordare questa cosa mi vengono i brividi, perché è sembrato un segno del destino. Come il Brasile aveva aperto le porte a lei per costruirsi una vita partendo dall’Italia, ora l’Italia le stava aprendo a me per la carriera partendo dal Brasile. Arrivai in Italia alla stessa età di quando lei la lasciò. Per me ha avuto e ha tuttora molto significato.

Sono una macchina ibrida, sono sia benzina che elettrica. La strada e il percorso che fai ti costruiscono molto. Ho la mia parte brasiliana, con quel pizzico di spensieratezza con cui vivere la vita. E poi ho preso tanto dall’Italia. Con mia moglie oggi amiamo anche solo andare a prendere un caffè e stare tranquilli, godendoci il momento. Porto dentro tutto.

Festa promozione? Per prima cosa ho voluto prendermi il loro abbraccio. Abbiamo fatto una piccola festa allo stadio, mentre in occasione della altre promozioni della mia carriera giocavamo fuori casa quindi per mettermi in contatto con loro dovevo prendere in mano il telefono. Questa volta, invece, è rimasto nella borsa per diverse ore.

Questa è stata la prima volta che i miei figli sono entrati con me in campo. Per loro è stata una novità, tranne per Giulia (la maggiore) ma era ancora piccolina. Dedico questo trionfo a mia moglie e i miei figli, che mi sono stati vicino durante tutta la stagione, sia nei momenti facili che difficili.

Ranieri? Continuava a dire che era sicuro che ce l’avremmo fatta. Nel prepartita della gara contro il Bari ci ha detto ‘Vedrete che in qualche modo ce la faremo’. Io ricordo che sono uscito, mancavano dieci minuti e iniziò a piovere. Ho pensato: ‘Sono arrivato così vicino alla Serie A, non può finire così’. Poi ha segnato Pavoletti e non sapevo se festeggiare o aspettare il VAR. Non ci credevo. Un’emozione bellissima.

Ne parlo anche con i miei amici in Brasile, che non si rendono conto di quanto sia stato complicato da affrontare in Italia. Eravamo solo io, mia moglie e mia figlia Giulia, senza nessun appoggio familiare. La vita era incerta, c’erano mille punti di domanda. Avevo pensato di stare vicino alla famiglia, questo è stato uno dei motivi per cui ho pensato di mollare tutto e tornare in Brasile. Sapevo sarebbe stata una decisione difficile perché mi avrebbe allontanato dal calcio.

Tutti mi hanno incoraggiato e oggi vedo che la fede che ho avuto di perseverare ha ripagato. Ne è valsa la pena. Siamo stati anche accolti da una famiglia di amici italiani. Ci hanno aperto le porte, avendo una casa più grande. Ci hanno invitato a stare con loro in famiglia in quel momento delicato. Questo chiaramente ci ha aiutato tanto, siamo stati da loro per circa due mesi. Poi ho ripreso dalla Serie D e ora sono in Serie A”.

By Demetrio Oriolo

Durante il percorso di formazione classica ho sviluppato l'interesse per il giornalismo. Mi sono immerso nel mondo dell'informazione nel 2016, prendendo parte ad alcuni progetti in via di sviluppo, salvo poi continuare questo percorso di formazione e di crescita lavorando per prestigiosi progetti quali "Il Calcio Calabrese", "Calciomercato Report", "La Politica del Popolo" e "Calciatori Ignoranti". Sono uno dei fondatori del blog "Carpe Ideam". Nel corso degli anni ho collaborato con le testate "La Notizia Sportiva", "Pianeta Serie B" e "Calabria Live" e con il blog "Pianeta Champions" nel ruolo di editorialista. Vanto diverse pubblicazioni con "Il Quotidiano del Sud".

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