🎙️ Lazio, Gattuso: “So bene che c’è da mettere l’elmetto e pedalare. Nazionale? Delusione che resterà fino alla tomba”

Gennaro Gattuso è stato presentato come nuovo tecnico della Lazio. Queste le sue parole, riportate da gianlucadimarzio.com:

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Sono orgoglioso di essere qui, le sensazioni sono buone e dobbiamo continuare così. Le problematiche le sapevamo già dall’inizio, so tutto e so bene che c’è da mettere l’elmetto e da pedalare. Sicuramente starà me e al mio staff lavorare, lo sappiamo, per le altre problematiche invece non posso fare nulla. Il mio obiettivo sarà mettere una squadra in campo che rispetti questo club e la sua storia gloriosa, sono orgoglioso di poter lavorare in un club come la Lazio.

Sono stato vicino più di una volta alla Lazio. Non penso che se non ci fossero state queste condizioni non sarei venuto. È una sfida: so come ragiono e come voglio fare calcio. Ho contemplato tutto, so tutto, so dei nostri problemi e spero di riuscire a fare le mie cose. L’obiettivo è creare un clima familiare per tutti. Voglio avere una squadra che diverta la gente, se si fanno determinate cose e se se mi fate fare allora vengo con l’elmetto. Le parole che mi hanno detto sino ad oggi hanno rispettato le mie attese.

Noi dobbiamo capire che vogliamo fare, avere una linea che rompe, linea più alta di quella di Maurizio, per me grandissimo allenatore, ma con il quale farei cose diverse. Senza Gila ci serve un sostituto ma ho chiesto un po’ di pazienza che devo capire chi ho in casa e valorizzarlo visto che non abbiamo molti soldi visto che possiamo sbagliare il meno possibile.

Acquisti? Dobbiamo vedere, sicuro un centrale di difesa, poi vedremo in attacco perché bisogna vedere Ratkov che ha avuto difficoltà, un paio di cose bisogna farle ma per rispetto di chi fa parte della rosa non sarebbe giusto parlarne oggi. La base c’è, a centrocampo abbiamo giocatori buoni, sui terzini siamo tanti anzi. Vediamo che si può fare con una base importante. Via Provedel? Abbiamo Mandas e Motta, ora dobbiamo lavorare con serenità e isolarci anche dall’ambiente che ora non è ideale ma la nostra strada è il lavoro, professionalità e senso di appartenenza. Cambiare sarà difficile ma sicuramente la voglia non deve mancare.

Sono tornato in Serie A perché volevo un percorso diverso. Io penso che all’estero si migliori perché abbini la tua cultura e mentalità con qualcosa di nuovo. Noi italiani pensiamo di essere i migliori perché bravi a livello tattico ma il calcio cambia velocemente e queste scelte di ultimi anni era questa: prendere un pezzo da ogni parte per completarmi. Poi ora è arrivata la chiamanta del direttore e del presidente e sono tornato ma la strada era un altra. Nazionale? Una delusione che resterà fino a quando mi faranno l’ultimo saluto. Da calciatore ho avuto un po’ di culo, da allenatore ho avuto qualche mazzata sui denti. Ma spero presto di poter raccogliere anche io. Ringrazio tutti i ragazzi allenati. Il calcio è composto da episodi e non possiamo farci nulla. Da giocatore ho avuto un po’ di culo ma ora da allenatore è arrivata la mazzata sui denti. Quel poco di buono fatto è andato via con i rigori e nessuno se ne ricorda. C’è rabbia ma sono fiducioso se no non stavo qua.

Parlare tutti i giorni dei tifosi diventa un alibi. I miei giocatori lo sanno bene e, aldilà della bravura di Sarri, io credo siano stati bravi anche loro. Senza un gruppo solido l’anno scorso si poteva rischiare tanto. Il primo devo essere io a non parlare sempre di questa problematica. Bisogna rispettare i tifosi per come si comportano per lealtà, loro hanno detto che sono vicino alla squadra e che ci saranno solo in trasferta. Questo è difficile ma lo accettiamo. Io lo ho vissuto l’Olimpico sia da giocatore che da allenatore e il calore è qualcosa che ora non abbiamo e che pagheremo però non mi sentirete e mai lamentarmi di questo.

Penso che non ci debba essere solo un leader. La differenza la deve fare il gruppo. Ogni tanto il compagno deve sentirsi dire qualcosa che non vuole sentire. Per responsabilizzare un gruppo ognuno deve metterci il suo. Non mi piace che i giocatori di oggi vengano descritti come persone prive di carattere.

Voglio essere obiettivo: ci sono 7, 8, 9 squadre che partono meglio di noi, lo sappiamo. Ciò che possiamo fare è non sbagliare. Alla fine dobbiamo fare poche cose per completare la squadra. Non vi nego che mi sarebbe piaciuto partire con due giocatori in più e cominciare a lavorare su ciò che vogliamo fare.

Tra un mese abbiamo la Coppa Italia: abbiamo preferito non fare trasferte di 1-2 giorni e amichevoli inutili per rimanere qua e lavorare su quello che vogliamo fare. Ho scelto io di restare qua e non perdere giorni per fare amichevoli internazionali.

Con Lotito ho un rapporto franco, gli dico tutto quello che gli devo dire e gli ho detto di sistemare qualcosina sotto. Le cose si vengono a sapere e gli ho detto come sono fatto e che quando si lavora voglio gente che lavora. Dopo se uno prende una cazziata poi il giorno dopo è un altro quindi voglio gente che lavora. Ma la società è sua e quindi parla con me e con la squadra ma il problema è che ha troppi telefonini e lo chiama il mondo. Quindi lui lo sa, la squadra è sua e se vuole dire qualcosa lo può dire a me e alla squadra e spero risponda meno al cellulare. Noi dobbiamo stare bene insieme, siamo suoi dipendenti ma le cose vanno sempre dette con educazione. Meglio che non ci sia Lotito, può dire ciò che vuole. Meno un presidente parla meglio è. Ora sta a noi lavorare e riuscire a creare qualcosa di carino, poi vedremo.

Io sapevo benissimo del blocco del mercato, delle cessioni da fare ma siccome non faccio il contabile poi vedremo cosa si può o non può fare. Sui tifosi io posso solo promettere di onorare la maglia. Non mi viene in mente altro. Quando entravo all’Olimpico mi veniva la pelle d’oca. Stadio con grande passione e figli portati allo stadio dei genitori. Sta a noi riportarli allo stadio sudando la maglia e facendo prestazioni importanti.

Un po’ di paura ci deve essere. Conosciamo le problematiche che ci sono ma è inutile cercare alibi. So bene dove sono venuto, non è la prima volta che alleno una squadra con tanti problemi. Conosco solo una strada da seguire. Nazionale? Quella ferita andrà via solo dopo il mio ultimo saluto, comunque sono carico e ho voglia di continuare e riuscire a fare un buon lavoro. Le mie priorità sul mercato sono in difesa, poi vediamo chi avremo a disposizione in attacco. Bisogna far capire ai ragazzi che non dobbiamo cercare alibi. Dobbiamo capire che dobbiamo fare qualcosa in più, stare bene insieme. Poi vediamo dove arriveremo e se riusciremo a far cambiare il pensiero ai tifosi”.

By Pasquale Ucciero

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