Giancarlo Antognoni ha risposto alla Fiorentina, come riporta violanews, con un duro comunicato. La bandiera viola, intervenuta per la consegna del premio Coriolano ad Arcola, ha parlato del comunicato del club gigliato sul Centenario e sul ritiro per un anno della maglia numero 10:
“Sono andato via dalla Fiorentina per problemi con la proprietà. Dopo cinque anni leggo un comunicato in cui si parla del ritiro della mia maglia. O mi prendono in giro o pensano che io sia bischero. Io mi metto sempre a disposizione, ma queste situazioni non le accetto. Cinque anni fa mi ero ripromesso di non esserci. La proprietà è sempre la stessa e non cambio idea. Quel comunicato del presidente mi ha fatto imbestialire. A 18 anni, arrivò la Fiorentina e fu la scelta migliore della mia vita. Ho trovato Liedholm, che poi mi voleva a tutti i costi alla Roma. Ma io mi sono innamorato di Firenze e della sua gente, che ancora oggi mi dimostra un affetto incredibile per essere sempre rimasto. Ho poche vittorie nel mio palmares, ma Firenze è il mio scudetto”.
La lettera di Alessandro Antognoni
Anche il figlio di Antognoni, Alessandro, si è rivolto al presidente Commisso con una lettera pubblicata sul suo profilo di Facebook:
“Caro Joseph, da figlio a figlio, tu credi realmente che il mio babbo rinuncerebbe alla festa del centenario della maglia per la quale ha rinunciato a tutto e rischiato la vita solo ed esclusivamente per amore, per un semplice capriccio? La risposta è no, non esserci per lui è un dolore profondo, ma sarebbe un dolore ancora più grande calpestare i suoi valori e ciò che ha rappresentato per Firenze nel mondo. Ti racconterò un piccolo aneddoto, adesso sono in vacanza in un paesino della Campania ai più sicuramente sconosciuto e qui c’è una piccola comunità di tifosi della Fiorentina e il primo nome che collegano a questa squadra è quello di Antognoni”.
“Io ti ho conosciuto 7 anni fa in tribuna autorità e la prima cosa che mi dicesti fu: ‘Your father is number 1’, bene queste parole dalla vostra società, tu non c’eri ma è lo stesso, non sono mai state sostenute dai fatti, mio babbo non è mai stato reso partecipe di nessuna scelta, non sono mai state sfruttate le sue doti di conoscitore profondo di calcio, fino ad essere lentamente accantonato e scaricato come l’ultima ruota del carro, in tutti questi anni non ha mai ricevuto un messaggio da nessuno della vostra società e adesso sai che sapore ha il tuo comunicato? Il sapore di ultima spiaggia per una ferita ormai insanabile”, ha sottolineato il figlio di Antognoni.
“Ritirare la maglia numero 10 per un anno sarebbe la giusta considerazione? Non lo fare dammi retta, quel numero rappresenta il sogno di ogni ragazzino che inizia a giocare. Pensi che Giancarlo Antognoni sia una marionetta da tirare fuori a piacimento? Non lo è stato mai e non lo sarà adesso. Un caro saluto da un figlio di Firenze”. Proprio alla lettera è poi apparso un commento della madre di Alessandro Antognoni, e moglie di Giancarlo, Rita, che ha scritto in maniera inequivocabile: “Caro Ale, bravo, hai usato le parole giuste. Siamo orgogliosi di te!”.
