🎙️ Milan, Amorim: “Obiettivo Scudetto, ho piena fiducia nella rosa. Leao? Non ci sarà, è infortunato…”

L’allenatore del Milan, Ruben Amorim, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita con il Torino.

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Ecco le sue parole riportate da TMW:

Le parole sull’esordio

A ferragosto è toccato ad Amorim affrontare una sua ex squadra, domani toccherà ad Abate…

“Prima di tutto, buongiorno a tutti. So che Abate ha giocato nel Milan e ha giocato un sacco di partite importante nel nostro club. Sa bene che al Milan bisogna vincere tutte le partite e farà leva su questo. Noi vogliamo vincerle tutte. Non è che dobbiamo vincere, abbiamo bisogno di vincere. Sarà difficile, una partita differente dallo United, è molto difficile giocare in Italia. Abate conosce bene il calcio italiano, io sono agli inizi ma so cosa affronteremo domani. Lui sarà pronto e noi saremo pronti. Sarà una partita bella da guardare, so che vuole un giocare un certo tipo di calcio”.

Che emozioni hai per l’esordio in Italia?

“La pressione per me è sempre la stessa, anche quando giochiamo in amichevole: sono da sempre nervoso, da allenatore sei giudicato ogni giorno. Sono davvero contento di essere qui, ho fiducia nei miei giocatori, sono contento dei miei giocatori. Lavorano duro. Quando un allenatore vede un gruppo di giocatori che diventa squadra allora prende fiducia. Come allenatore ho piena fiducia nella mia rosa. Non vedo l’ora, ma sono anche ansioso: ogni allenatore al mondo deve vincere ogni partita”.

Quanto Milan di Amorim vedremo domani? Quanto è cambiata questa squadra rispetto all’anno scorso?

“La cosa importante è che dovremo essere il Milan, non il Milan di Amorim o Allegri. Ognuno deve pensare all’interesse comune per il bene della squadra. Dobbiamo pensare da squadra.. Poi proveremo a far vedere una squadra offensiva, che ha tanto possesso palla, una squadra che porta tanti giocatori in area: penso che si vedrà già da domani. Voglio un Milan che difenda bene, come il Milan di Allegri l’anno scorso. Ci sono dei principi che voglio vedere come l’anno scorso, ma per altre cose saremo diversi, come alcuni giocatori in ruoli diversi. Ovviamente domani non vedremo il prodotto finale: abbiamo bisogno di creare una cultura per fare una famiglia, per fare un percorso e diventare un gruppo. Qualche differenza ci sarà già da domani, ma non aspettatevi il prodotto finale già da domani”.

La Serie A

Quali sono le squadre da battere? Dove mette il Milan in un’ipotetica griglia?

“L’anno scorso quando ho visto il Milan, ho visto una squadra che contro le big come l’Inter andava veramente bene, mentre calava di concentrazione contro le “piccole”. Per me in questo momento il Torino è la migliore squadra al mondo. Ci serve mentalità, dobbiamo dimostrare tutto in campo. I tifosi si aspettano che battiamo il Torino, io voglio che la mia squadra lo dimostri in campo. L’Inter è la squadra più preparata, con un’identità che parte fin da Simone Inzaghi. Poi c’è Gasperini che conosce tutto del campionato. Poi la velocità, la forza del Como, la loro libertà: loro non hanno la responsabilità. Noi ce l’abbiamo, e può essere pesante per i giocatori. Poi c’è l’Atalanta con Sarri… L’anno scorso abbiamo perso la Champions contro il Cagliari in casa, è un campionato difficile. Per me esiste solo il Torino e Abate. Dovremo vincere col Torino e poi penseremo alla prossima”.

L’obiettivo è lo Scudetto?
“L’obiettivo del Milan è sempre vincere lo Scudetto. Non so quanto tempo ci vorrà, ma la nostra mentalità è quella di vincere lo Scudetto: i tifosi se lo aspettano e noi dobbiamo lottare per questo. Poi c’è una distanza tra noi e l’Inter e io devo essere sincero con i nostri tifosi, dobbiamo dire le cose come stanno in realtà. Noi vogliamo vincere ogni partita perché possiamo battere chiunque”.

Cosa vedremo di nuovo domani?
“La cosa più importante per noi è essere squadra: se c’è da difendere dobbiamo difendere tutti, se dobbiamo attaccare dobbiamo farlo tutti. Vogliamo rispettare l’identità del club: essere una squadra dominante. Questo è il nostro obiettivo. Non so che partita aspettarmi domani, non so se avremo un possesso palla lungo come contro lo United, ma la cosa più importante è vincere domani essendo squadra in ogni momento”.

Le parole su Rafa Leao

Come sta Leao?
“Rafa in questo momento non è importante, è importante la partita di domani. Leao non è pronto per giocare domani, è infortunato. Gli altri sono pronti per giocare. Non ho altre news sui giocatori in uscita. Ma l’importante è vincere domani”.

L’arrivo al Milan e le prime sensazioni

Che club ha trovato?
“C’è una ottima organizzazione qui. Qui abbiamo tutto, io devo solo preparare le partite. Tutto è organizzato”.

Manca ancora qualcosa sul mercato? Si aspetta questi rinforzi?
“Non è questa la cosa importante. Abbiamo comprato giocatori costosi ma con tanta qualità, ma sono adatti al nostro progetto per qualità e potenziale. Quello che dobbiamo creare – ed è la cosa più importante – è creare una famiglia, un gruppo: questo è quello che ci manca ora. Si cerca le qualità tecniche, ma una vera squadra può coprire delle mancanze. Non è la qualità che conta, ma l’essere squadra: è questo il messaggio che vogliamo trasmettere ai tifosi. Vogliamo sentirci una famiglia, lottare ogni partita per vincere. Si pensa che basti avere i giocatori più forti per vincere, ma serve essere squadra”.

Più difficile trasmettere ai giocatori il senso di famiglia o farli giocare in modo diverso?
“La cosa positiva è che fin da quando ho iniziato a Milanello il senso di “famiglia”, c’è, è presente in tutti quelli che lavorano qui. E ora lo dobbiamo trasmettere ai giocatori, devono provare questo senso di appartenza. I calciatori stanno capendo come giocare in modo diverso, devono essere coraggiosi. Non so cosa sarà più difficile, dipenderà anche dai risultati: da quello capiremo la velocità con cui le cose cambiano. La cosa che sento qui è che il senso di famiglia è qui ed è presente”.

Dove vede Diego Moreira?
“Vedo Moreira come quinto, come esterno. Difficile dire chi mi ha sorpreso. Io adoro Cisse, ma spero non mi ascolti che magari si monta la testa… Matteo Gabbia più rappresenta i valori del Milan: il suo modo di vestirsi, di parlare, di allenarsi. Se vuoi trovare un esempio rappresentativo del Milan, c’è lui. Ma tutti stanno lavorando al meglio”.

Cardinale vi è molto vicino…
“Cardinale c’è sempre e parla con tutti, non solo con me. Lui c’è sempre, i calciatori ne sono coscienti. È cosi che si deve fare per tornare ad essere una squadra forte. La mia responsabilità c’è a prescindere: vincere le partite e portare uno stile di gioco molto piacevole”.

Con Chukwueze vuole riproporre ciò che hai fatto con Quenda e Diallo? Si può reggere uno così offensivo?
“Dipende dalla mentalità di ogni giocatori. Difendere non è una cosa tecnica, dipende dallo spirito di ognuno. Capisco che qui in Italia il quinto non sia un esterno offensivo ma più uno difensivo, ma noi vogliamo difenderci con la palla. Per me è importante avere giocatori che controllino il gioco con la palla”.

By Fabio Tognini

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