🎙️ Orsolini: “Bologna è una seconda casa! Rinnovo? Si è creato un caso che non c’era…”

Il capitano del Bologna, Riccardo Orsolini, ha rilasciato un’intervista a Il Resto del Carlino.

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Ecco le sue parole riportate da TMW:

“Ci è voluto tanto perché era un contratto lungo, prevedeva tante clausole, bonus: tante situazioni che non erano sistemabili in poco tempo. Ogni volta veniva fuori un cavillo diverso: un giorno una cosa andava bene, il giorno dopo no e quindi se ne doveva riparlare. A livello burocratico non poteva essere una cosa che si chiudeva in cinque minuti. E poi c’erano tempistiche della società da rispettare, c’erano anche altre priorità. Anche l’ultimo rinnovo l’avevo firmato in questo periodo, quindi non capisco tutta questa pressione. Si è creato un caso che non c’era”.

I SOLDI – “Tanti hanno detto che era una questione di soldi: no, i soldi non c’entrano niente. Se avessi voluto dare priorità ai soldi, avrei già salutato tutti l’estate scorsa e sarei andato a prendere dieci sacchi all’anno (in Arabia, ndr). Poi sul rinnovo ho letto certe cifre… cifre che se fossero vere, ti dico ‘ma magari’. Se avessi guardato solo ai soldi – con tutto il rispetto – non sarei rimasto qua. Alcuni giudizi mi hanno fatto rimanere male. Altri, invece, mi hanno fatto ridere. Come quelli che hanno detto: ‘Orso non lo vuole nessuno’. Che poi ovviamente non era vero…”.

C’erano altre offerte sul tavolo?

“Sì, da quei campionati dove ti coprono d’oro, ma non solo: anche dall’Italia, devo essere onesto. Persino poco prima di firmare mi hanno chiamato club di A dicendomi: ‘Aspetta, ripensaci’. Sarebbe stato facile magari fare l’ultimo anno qua e poi andare via a zero. Squadre che offrivano l’Europa? Non lo so, non ricordo (ride, ndr)”

Perché ha scelto ancora il Bologna?
“Il club e la città hanno sempre avuto la precedenza. E’ una scelta di vita. Bologna è una seconda casa, il posto che mi ha permesso di crescere e diventare il calciatore e la persona che sono oggi. Qua negli ultimi anni si può esprimere calcio meglio che in altre piazze. Andare a fare uno dei tanti da un’altra parte non mi interessava. Se ho sentito Italiano dopo il rinnovo? No, no… avrà avuto altro da fare”.

By Fabio Tognini

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