🎙️ Bologna, Palladino: “Sensazioni positive, grazie alla società per la fiducia. Sul modulo…”

L’allenatore del Bologna, Raffaele Palladino, si è presentato oggi in conferenza stampa.

Guarda tutta la Serie BKT live con LaB Channel su OneFootball: abbonati a soli €9,99 al mese!

Di seguito le sue parole riportate da TMW:

“Volevo ringraziare la società perché in questi giorni mi hanno dato grandissima fiducia e non mi hanno prospettato una panchina, bensì un progetto e sono venuto qui per questo. Ho avuto sensazioni bellissime e positive. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo che si è perso ma sono felice, carico e determinato per intraprendere questo percorso. Ringrazio anche i tifosi per il calore con il quale mi hanno accolto”.

Ha già pensato di passare ad una difesa a 3?
“Nel mio percorso da allenatore ho avuto la fortuna di cambiare diversi sistemi di gioco e ho molta esperienza su 3 moduli. Ogni allenatore deve essere flessibile in base agli interpreti che si hanno. Credo che questa squadra sia stata costruita per giocare a 4, ma ha potenzialità anche per una difesa a 3. Può essere una squadra camaleontica. Vedremo nel corso della stagione se passare ad una difesa a 3, ho percepito grande predisposizione da parte del gruppo per cambiare. Bisogna solo lavorare a testa bassa con grande impegno. All’inizio si dovrà avere un po’ di pazienza ma ho percepito apertura nel recepire i miei principi”.

Aveva già visto il Bologna dal vivo quest’anno, cosa aveva pensato?
“Sono venuto a vedere Bologna-Lazio. Quel weekend ho guardato tre partite diverse per studiare i nuovi allenatori. Ero curioso di Tedesco così come di Gattuso. Sono entrato da due giorni ma mi interessa stare il più possibile con la squadra. Oggi abbiamo fatto una doppia seduta perché devo capire le loro sensazioni, le loro emozioni e conoscerli il più possibile. Ogni minuto è importantissimo per cercare di ottenere il massimo già sabato. In questo momento dobbiamo cercare di dare qualcosa ai tifosi e alla società. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo che il Bologna ha sempre avuto e sono sicuro che lo ritroveremo”.

Possono convivere Orsolini e Bernardeschi nella stessa formazione?
“Riccardo è rientrato oggi e l’ho visto bene. Orsolini e Bernardeschi sono una coppia formidabile e cercherò sempre di mettere giocatori di qualità in campo: più ne abbiamo e meglio è. Ci sono due fasi, quella di possesso e quella di non possesso, e dovremo difendere tutti insieme. Il mio credo è che i primi difensori devono essere gli attaccanti e ci sono le basi per fare bene”.

Quali sono i suoi obiettivi nell’immediato?
“Innanzi tutto far bene sabato, poi sfruttare la sosta perché per noi sarà una sorta di mini ritiro. Dovremo migliorare la condizione fisica. Poi non dobbiamo porci limiti e guardare la classifica, ma lavorare sodo senza porci limiti”.

In questi giorni era stato contattato da altre squadre?
“Qui ho sentito grande fiducia e in pochissimo tempo ci siamo messi d’accordo. Sentivo che in questo momento della carriera avevo bisogno di aprire un nuovo ciclo e costruire qualcosa di importante. Sono una persona che si fida delle sensazioni a pelle e qui ho sentito subito la scintilla. Sono ambizioso e la società è come me: i ragazzi devono sentirsi allo stesso modo. Questo è un club importante con grandissimi tifosi che meritano il meglio”.

Come ha trovato la squadra dal punto di vista fisico?
“Ho viso solo Bologna-Lazio dal vivo, le altre da casa in tv. Ho studiato ogni minimo dettaglio di questa rosa. Se sono qui è perché credo in questi ragazzi che hanno grandissimi valori. Altrimenti avrei rifiutato così come ho fatto con altre proposte che mi sono arrivate. La condizione fisica è da ritrovare e i ragazzi lo sanno”.

Cosa porta nell’immediato?
“Voglio far sentire la mia energia ed il mio entusiasmo e portare le mie idee chiare. Non ho la bacchetta magica in soli tre giorni ma sono certo che ai ragazzi serva una scintilla prima ancora mentale che fisica. Serve un click immediato per preparare la partita di sabato che è fondamentale, poi avremo più tempo per lavorare”.

Come ha visto Piccoli e Dovbyk?
“Piccoli lo conosco bene, credo molto in lui, così come in Dovbyk anche se purtroppo è stato fermo molto tempo, ma vogliamo rimetterlo nelle giuste condizioni. Poi c’ è anche Enem. Abbiamo una bella batteria di centravanti e dobbiamo portarli a segnare il più possibile”.

Cosa si prova ad entrare nuovamente in corsa?
“Sono abituato ad entrare in corsa. In breve tempo bisogna cercare di capire quali problemi ci sono stati. Il mio diventa anche un lavoro psicologico, oltre all’aspetto tecnico da curare. Questo gruppo ha fatto grandi cose in passato e oggi non merita di stare lì sotto, seppure raccogliendo meno di quanto meritasse”.

Quanto coraggio ha avuto per accettare la panchina del Bologna?
“Prima di Monza-Juventus il presidente Berlusconi mi chiese se avessi coraggio di partire dall’inizio. Qui non è servito coraggio, mi è bastato parlare con il presidente ed i direttori e sentire la fiducia. Ho percepito subito la scintilla”.

In che posizione vede Ferguson?
“È un giocatore versatile ed intelligente, può giocare da mezzala, da mediano e anche da trequarti. Sono felice di allenarlo”.

Sa già quanti giocatori perderà per la sosta?
“Faremo la conta, ma interessa lavorare il più possibile con chi rimarrà qui. Mi avrebbe fatto piacere averli tutti a disposizione ma se vanno in Nazionale significa che sono giocatori forti. Con chi rimarrà lavoreremo tanto”.

Le piacciono le nuvole regole arbitrali?
“Vedere le partite da fuori mi fa impazzire l’intensità che c’è adesso. Ci sono meno pause e più ritmo e proprio per questo bisogna alzare la condizione fisica. Ringrazio Tedesco perché ha allenato questa squadra ma cambiando le tipologie di allenamento ci sarà da cambiare anche il livello di intensità”.

Come si sente ad allenare una squadra che meno di due anni fa ha alzato al cielo la Coppa Italia?
“Quello che hanno fatto questi ragazzi e questa società negli ultimi anni mi stimola perché mi dà un forte senso di responsabilità. Credo nel Bologna perché è un ambiente con una società sana. Non sono qui per il triennale, ma credo che qui si possa fare qualcosa di importante come è stato fatto in passato. Ora siamo indietro e bisogna pedalare inserendo pochi concetti alla volta e poi premere sempre di più sull’acceleratore”.

By Fabio Tognini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post correlati