🎙️ Juventus, Carnevali: “Conte un top, ma non è mai stato nei nostri pensieri. Del Piero presidente? Niente di vero”

Al Festival dello Sport c’era anche Giovanni Carnevali, AD e DG della Juventus. Queste le sue parole relative a diversi argomenti, riportate da gianlucadimarzio.com:

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“La mia idea è quella di portare giocatori italiani. Non è facile, il mercato internazionale è ampio. La Juve ha bisogno di giocatori forti e la voglia è quella di inserirli, anche giovani. Abbiamo anche la Next Gen con dei ragazzi interessanti magari per portarli con noi o fargli fare un percorso con altri club. Bisogna fare attenzione a non andare a prendere stranieri di basso livello”.

Siamo in piena sosta nazionali, ma Carnevali sta già pensando al rientro di tutti i giocatori in vista dei prossimi appuntamenti: “Da essere competitivi a vincere cambia, se fosse per me vincerei già domani. So che non è possibile, ma la Juve deve avere questo in testa. Dobbiamo avere quello spirito di vittoria e ottenere qualcosa di straordinario, anche attraverso i sacrifici”.

Alla scoperta del metodo Carnevali: “Più che nella scelta, si riconosce nella gestione. Abbiamo un’area sportiva con Massara, Ottolini e io. La scelta parte da una selezione di giocatori visti dal vivo e, se c’è la possibilità, da conoscere. A volte fa la differenza avere degli uomini che ti aiutano nei momenti di difficoltà o aiutano i giovani a crescere. Molta fiducia con i miei collaboratori e con Spalletti, non mi è mai piaciuto che un singolo prenda le scelte da solo. Poi la scelta può anche andare male. Quello che posso garantire è che c’è un ottimo rapporto”.

Successivamente, Carnevali si è soffermato sull’arrivo di Alajbegovic: “Alajbegovic? Non è stato un mercato facile, ma non per mancanza di denaro. La famiglia Elkann ha fatto un grande sforso. Il nostro problema è di settlemente agreement. Oggi il mercato è stragonfiato: giocatori vanno a cifre importanti, le società spendono cifre importanti. Ma questi giocatori per il mercato italiano non sono èiù acquistabili. Con Alaj abbiamo pensato ‘Speriamo di non aver sbagliato’: è giovane e di prospettiva, e noi dobbiamo puntare su questi. Abbiamo bisogno di giocatori che un domani saranno rivendibili a 70/80 milioni. Non siamo competitivi con il mercato della Champions. Per farlo entrare, poi, avevamo necessità di far uscire altri. E non è stato semplice”.

La Juve quest’anno disputa l’Europa League dopo il sesto posto della scorsa stagione, e non è arrivato senza conseguenze: “Il quarto posto conta molto, ti dà garanzie economiche. Quest’anno abbiamo visto le perdite senza la Champions. Ma noi non ci accontentiamo del quarto posto: quando sei in un grande club non ti accontenti. In pochi anni il Como è diventata una candidata al titolo, per esempio. Poi ci sono Lazio, Fiorentina, ecc… C’è molta competizione“. Ma non per questo arriverà con ogni probabilità una cessione illustre la prossima estate: “Cessione illustra prossima estate? Noi pensiamo a essere competitivi, poi dobbiamo rispettare dei limiti con la UEFA. Vediamo come si evolverà il mercato. Acquisti a gennaio? Siamo al primo ottobre, da quando è finito il calciomercato stiamo pensando già a come migliorarci. Vediamo anche che opportunità ci saranno“.

Non è mancato un commento su Luciano Spalletti. “Non ha bisogno di essere difeso da me. Credo che nei momenti difficili come la sconfitta con il Sassuolo si è scatenato tutto contro Spalletti, ma io so che allenatore straordinario è, capace e che insegna. Se veniste a vedere i suoi allenamenti rimarreste a bocca aperta. Poi ognuno ha il suo carattere, ma ha una grande voglia. Abbiamo voglia di crescere e lavorare insieme. Magari avessimo allenatori come Spalletti nel nostro campionato“. Carnevali non vuole cambiare in panchina: “Conte è un amico, so che è un allenatore top, ma non è un nostro pensiero e non lo è mai stato. Oggi dobbiamo cercare di dare continuità. In questi anni alla Juve ci sono stati troppi cambiamenti. Non costruisci nulla senza una base importante. Spalletti ha anche uno staff molto preparato, a cui io do molta attenzione. In questo lavoro tante volte è difficile digerire una sconfitta, ma ci stiamo lavorando. Conte è gradito a tanti, ma penso anche Spalletti. Le parole non contano un tubo“.

“Del Piero Presidente? Capisco la differenza di essere un club come la Juve: esce un nome e tutti ci vanno dietro. Io so quello che devo fare, e nessuno mi ha detto nulla: non c’è niente di vero“.

Infine, ha parlato anche della situazione infortunati: “Siamo stati sfigati. Tanti giocatori così non li ho mai visti, poi tutti importanti. Ma non deve essere un alibi. Per questo dobbiamo puntare anche sui giovani, come dice la politica del nostro club“.

By Pasquale Ucciero

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