😍 Baldini: “Ranieri fondamentale, 11 o 12 under pronti per la maggiore. Sul rapporto con Mancini…”

Silvio Baldini, commissario tecnico della nazionale italiana under 21, ha parlato del percorso effettuato con i giovani talenti azzurri negli ultimi mesi. Offerte a Sky Sport, riprendiamo le sue parole da calciomercato.com:

Dirigenti – “I giocatori ci sono. Il problema nel calcio non è avere i giovani e allenarli, o che i talenti sono spariti. Nel calcio non ci sono i dirigenti all’altezza di poter fare le cose per bene. I giocatori li vedete, li vedete come si esprimono. La nazionale maggiore ha messo dentro questi giovani e subito si è respirata un’altra aria e un altro spirito”.

Serve giocare – “Se non giocano è normale che non progrediscono. Le società dovrebbero investire molto di più. Investire vuol dire farli giocare, ma non economicamente, bensì facendoli giocare qui non prestandoli o mandandoli a giocare in altri campionati”.

Consigli – “Il calcio provoca emozioni. Io ai miei ragazzi dico che loro sono artisti. Sono come poeti, scrittori, devono emozionare la gente. Come emozionate gli altri vi emozionerete anche voi. Non fate questo mestiere solo per soldi. Fate in allenamento quello che fareste con i vostri figli e le vostre famiglie. Da lì ne verrà fuori non solo ingaggi migliori e opportunità migliori, ma anche la gioia di fare questo lavoro”

 

Ranieri – “La nostra collaborazione con Mancini è legata professionalmente. La Nazionale maggiore mi ha lasciato praticamente tutti i giocatori migliori per gli Europei. Poi c’è Claudio Ranieri, che è una persona speciale, che si occupa di questa collaborazione fra Under 21 e maggiore, che ha un’esperienza fuori dal comune. Fra di noi le fila le tira lui, a Pescara e nel ritiro pre-partita c’era lui con noi e le parole che lui ha detto sono state bellissime, ci hanno dato serenità. Fra me e la nazionale maggiore c’è questo personaggio chiave che traghetta i calciatori da sotto a sopra in sintonia anche con Mancini”.

Coordinamento – “Per me è sbagliato pensare di fare lo stesso modulo fra Under e prima squadra. Non è la tattica che fa la differenza, ma l’espressione del talento. Noi dobbiamo creare giocatori forti e validi, poi quando andranno a giocare in prima squadra starà al ct e a loro adattarsi. Per me pensare di fare la stessa tattica ovunque a prescindere dai giocatori non sa di niente”.

Spirito – “Quello che fa la differenza è la mentalità e lo spirito. Non è questione di attaccare o blocco basso, anche perché dipende sempre dall’avversario. Se l’avversario è più forte di te è normale che ti difendi basso e devi saperlo fare. Quello che conta però è lo spirito quando hai la palla. Appena ce l’hai devi pensare di voler fare goal e non perdere tempo o fare giocate non propositive. Perché come detto prima tutti loro sono artisti e devono fare emozionare le persone”.
 

Calciatori pronti – “Pisilli, Koleosho, Ahanor? Ci sono tanti ragazzi che non sono pronti, sono prontissimi. Se l’obiettivo è di dare una spinta al nostro calcio con questi ragazzi di 20, 21 e 22 anni si può fare. Mancini è uno che i ragazzi li fa esordire e li lancia. Liberali è uno, certo, ma sono tutti. Per me ce ne sono 11 o 12 che sono prontissimi”.

Liberali e la questione fisica – “Il problema è che le società non vanno a vedere se sono alti o sono bassi per vedere il fisico e il dna dei ragazzi, ma per proporre se prendere questo o quello. Se no Messi non avrebbe giocato a pallone. Non tocchiamo Maradona, ma lo stesso Pelé era 1.70. La fisicità conta per tanti motivi, ma se uno ha talento e non ha un fisico da Superman non conta niente. Se hai talento devi solo saper leggere il momento e le giocate per far male agli avversari”.
 

Lestofanti nelle società – “Questo progetto giovane lo sta portando avanti Zola che tra l’altro è espressione anche lui del talento non frutto della fisicità. Dopo le dichiarazioni post-Nazionale maggiore è successa una cosa: mi arriva una mail e c’è la procura federale che deve interrogarla. Le squadre di Serie A volevano sapere chi erano i “lestofanti” di cui avevo parlato. Quando mi hanno fatto questa domanda, io ho risposto: “ma lei i bilanci li conosce?” “se il 70% delle società ha i bilanci con le uscite maggiori delle entrate, se vai a vedere le voci delle spese, dove ci sono più spese allora lì ci sono i lestofanti”. Quando hi iniziato si diceva che il dirigente più bravo e puro che c’era era un certo Marchetti del Piacenza. Ha smesso presto, ma gente così doveva rimanere nel calcio. Io mi rivedo in lui, avevo smesso per 6 anni, ma poi il calcio è una malattia e sono tornato”.

Ct ad interim – “L’esperienza da ct? È stato bello. Sapevo che avrei vinto, non erano dei ragazzi messi lì a caso, sapevo che avevano qualità. Per me maggiore o under 21 non cambia, per me la Nazionale sono questi ragazzi. Non è che mi sono sentito più bravo per aver vinto con Lussemburgo e Grecia”.

By Demetrio Oriolo

Durante il percorso di formazione classica ho sviluppato l'interesse per il giornalismo. Mi sono immerso nel mondo dell'informazione nel 2016, prendendo parte ad alcuni progetti in via di sviluppo, salvo poi continuare questo percorso di formazione e di crescita lavorando per prestigiosi progetti quali "Il Calcio Calabrese", "Calciomercato Report", "La Politica del Popolo" e "Calciatori Ignoranti". Sono uno dei fondatori del blog "Carpe Ideam". Nel corso degli anni ho collaborato con le testate "La Notizia Sportiva", "Pianeta Serie B" e "Calabria Live" e con il blog "Pianeta Champions" nel ruolo di editorialista. Vanto diverse pubblicazioni con "Il Quotidiano del Sud".

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