Fabio Borini ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Tante le esperienze accumulate in carriera per lui. Chelsea, Liverpool, Roma, Milan, Sampdoria ecc. L’ex attaccante si è raccontato ai microfoni di Gianlucadimarzio.com:
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“Ho seguito un percorso di studi per terminare le superiori italiane e per avere la possibilità di frequentare l’università”. Ha conseguito la laurea presso la Professional Footballers’ Association, in Inghilterra. “La PFA mette a disposizione queste lauree, in collaborazione con l’Università di Portsmouth, per giocatori in attività e no, o che sono diventati dilettanti. Una volta che sei membro della PFA, anche solo per un anno, lo sei a vita. Anche tra 30 anni potrei accedere a corsi che la PFA mette a disposizione per i calciatori. Così è nata l’idea”.
IL PERCORSO – Il percorso sui banchi universitari è stato soddisfacente. A differenza del corso UEFA, la laurea della PFA permette di scoprire il lato aziendale del calcio. Un modo, dunque, per vivere questo sport anche dietro la scrivania. “Impari nozioni diverse al di fuori del campo, non è come il corso da allenatore. Qui studi la parte di business calcistico, da un punto di vista aziendale, le dinamiche delle gerarchie a livello alto della società, come il presidente o il CEO”. La laurea della PFA permette di spaziare tra gli sport: “La puoi applicare non solo al calcio e al ruolo di DS, ma anche alla società di pallavolo o basket. Io la applico al mio club di padel”.
UNA SORPRESA ALLA PROCLAMAZIONE – Poi, Borini ha raccontato un aneddoto curioso sul giorno della proclamazione, tenutasi a Wembley. Tra i laureandi c’era un amico di lunga data: Angelo Ogbonna. “Non sapevo fosse nel corso. La laurea si basa su due percorsi, da un lato DS, dall’altra CEO. Il primo anno è uguale, ma separato, il secondo specialistico, mentre nel terzo i due gruppi si uniscono. Angelo ha fatto il ds, non sapevo avesse intrapreso lo stesso corso con indirizzo diverso“.
I due si sono incontrati alla proclamazione e, con fare stupito, Borini ha esclamato: “Ma cosa ci fai qua? Non sapevo ci fosse anche lui”. I due si conoscono dai tempi dell’Italia Under 21 e hanno vissuto esperienze simili. Prima il calcio italiano, vestendo le maglie di grandi club – Borini quella del Milan, Ogbonna la divisa della Juventus – poi la Premier League e la vita inglese. “Abbiamo molte cose in comune”.
IL FUTURO – Sarà utile questa laurea? “Intanto metti nel cassetto” ha risposto. L’obiettivo e la speranza sono quelli di vivere ancora di calcio. “Spero di sì, non sono solo per i 2/3 anni di laurea ma anche per i 20 anni di carriera che incidono sulle mie conoscenze dal punto di vista calcistico e dal punto di vista più ampio di club. Ho cambiato Nazioni, squadre più o meno grandi, come Milan e Liverpool, fa tutto parte del pacchetto, non solo il titolo di studio. C’è un occhio di riguardo per sfruttare tutti questi anni di vita dedicati al calcio”.
Oggi vive in Inghilterra, ma per Borini l’Italia resta pur sempre casa. Tornerà? “Tutto è possibile nel mondo del calcio”. Prima, però, deve decidere quale strada percorrere e focalizzarsi su questa al 100%. “L’ho sempre fatto nella mia carriera, una volta vestita una maglia la dedizione era tanta. Tornare in Italia è sempre un’opzione. Che ci sia l’obiettivo non so, nel calcio gli obiettivi sono personali. A oggi non ci si può limitare a un solo club o a un solo paese”. La famiglia lo ha accompagnato e supportato nel nuovo percorso. “Mia moglie mi ha detto ‘Finché si può, giriamo il mondo’ “.
