Diego Demme ha annunciato il ritiro dal calcio soltanto qualche settimana fa all’età di 34 anni. L’ex giocatore del Napoli ha parlato al podcast Behind the Athletes, soffermandosi su alcuni punti della sua esperienza in azzurro. Di seguito le sue parole, riportate da alfredopedulla.com:
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Sul centro sportivo del Napoli: “Rispetto a Lipsia era mini. Forse come una terza serie qui in Germania, direi. Tre campi, una palestra e uno spogliatoio piccolissimi, ma era tutto davvero calcio. Non c’era tutta la struttura intorno, dovevi organizzarti da solo. Arrivavi mezz’ora prima dell’allenamento, in Germania sempre un’ora e mezza prima. E il tema era davvero sempre il calcio”.
Sullo Scudetto, vissuto da comprimario con Spalletti: “Per status e per successo è stato sicuramente il momento più grande della mia carriera. Eravamo, credo, in 25 in rosa, e io c’ero quando, dopo 33 anni, dopo Maradona, abbiamo vinto lo Scudetto. Ma avendo giocato poco, non lo sentivo come un mio successo. A casa ero triste perché non giocavo. Forse a volte me lo sono un po’ rovinato, ho pensato troppo al fatto di non giocare, invece di godermi semplicemente il fatto di esserci. La Coppa Italia per me è stata emotivamente più bella, perché la finale l’ho giocata”.
Su Kvaratskhelia: “Kvara, al primo allenamento, è partito in dribbling, ne ha saltati tre e l’ha messa nell’angolino. Con Osimhen ha fatto a pezzi le difese. Forse quest’anno apriamo con lui e i pizzaioli italiani una pizzeria in Georgia, a Tbilisi”.
