🗣️ Bologna, Palladino: “L’atteggiamento non lo abbiamo mai sbagliato. Confronto con Pisacane? Carriere diverse, gli faccio i complimenti”

Raffaele Palladino, tecnico del Bologna, ha parlato in vista della prossima gara contro il Cagliari. Queste le sue parole, riportate da TMW:

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Nella sua testa quanto manca al suo Bologna per essere performante con l’idea del suo calcio?
“Con la sosta delle Nazionali abbiamo avuto meno tempo per lavorare con tutti, ma in mezzo a queste tre partite ci sono stati molti allenamenti nei quali ho visto dei progressi, a partire dalla gara con il Torino dove eravamo in vantaggio fino a dieci minuti dalla fine. A Lecce abbiamo disputato una buona prova. Contro l’Inter abbiamo fatto un grande primo tempo: il rammarico è averla lasciata aperta sull’1-0 perché l’Inter con le qualità che ha ti può sempre mettere in difficoltà. Tuttavia quest’ultima gara mi ha lasciato diversi spunti su cui lavorare. Sono un perfezionista e vorrei che la mia squadra giocasse sempre meglio e migliorasse di gara in gara. Questo Bologna deve continuare a crescere, da quando sono arrivato fino a fine campionato. L’atteggiamento non lo abbiamo mai sbagliato: la squadra ha mostrato sempre attaccamento alla maglia e la volontà di voler andare forte. Questo è un gruppo di ragazzi che lavora sodo. Tuttavia si può migliorare sulla fase offensiva, sulla tecnica, sulla fluidità di gioco. Sto insistendo su questi concetti durante la settimana e credo che i miglioramenti si stiano vedendo. Dovremo continuare a lavorare a testa bassa, mantenendo la fame e lo spirito che contraddistingue il Bologna”.

Come sta vedendo Ferguson?
“Credo che sia un giocatore che può darci leadership ed è fondamentale sia in fase di possesso sia di ripiegamento. El Azzouzi e Moro stanno crescendo e devono sentirsi importanti. Io non lascio indietro nessuno”.

In che posizione sta valutando Odgaard?
“L’ho provato in varie situazioni di campo. Lo volevo allenare per capirne le caratteristiche e quale fosse l’abito migliore da fargli indossare, perché lo conoscevo solo da avversario. Lo vedo come punta o sottopunta: ha le caratteristiche per poterlo fare e in queste posizioni potrà esserci utile”.

Enem, Dovbyk o Odgaard: chi è in pole?
“Hanno caratteristiche diverse: Dovbyk è un giocatore più d’area, Enem è bravo a riempire l’area ma gli viene meglio legare il gioco, mentre Odgaard può partire dall’inizio se vogliamo fare un determinato tipo di partita. Vorrei che tutti e tre possano credere di essere titolari a Caglairi. Abbiamo provato anche soluzioni diverse perché senza Piccoli perderemo determinate caratteristiche”.

Come sta vedendo Amondarain?
“Lunedì ho detto alla squadra che tutti devono sentirsi coinvolti perché non lascio nessuno indietro. Vitik, Amondarain, Alhassane, devono tutti andare forte come stanno facendo perché l’occasione l’avranno. Devono avere la fame di prendersi una maglia da titolari”.

Come si spiega tutti questi infortuni?
“Arrivare in corsa e alzando l’intensità d’allenamento con una metodologia diversa si può andare in contro a qualche infortunio. A noi è capitato ad Odgaard, Orsolini e Piccoli ma sono cose di poco conto che si possono risolvere in tre settimane”.

Quanto manca per portare la condizione atletica che si è vista nel primo tempo con l’Inter a durare per tutti i 90 minuti?
“Non parliamo più di condizione fisica perché non vorrei che diventasse un alibi. Stiamo lavorando duramente e la mia squadra deve correre e sudare e sono certo che la condizione fisica migliorerà sempre di più. Vedo già grandi miglioramenti ma non so dire quando arriverà uno stato ottimale”.

Come vede il Cagliari?
“Il Cagliari è una squadra camaleontica. Rriscono ad alternare le due punte, con i trequartisti o addirittura con il tridente. Mi aspetto un Cagliari agguerrito dopo la sconfitta con il Monza e mi aspetto di vedere una squadra che sappia difendere bene perché ha giocatori di gamba e grande fisicità”.

Che obiettivo si è dato? Firmerebbe per il decimo posto?
“L’obiettivo è pensare partita per partita. Dobbiamo tirare fuori carattere e grinta per fare più punti possibili prima della sosta”.

Cosa la sta impressionando di Casale?
“Ha avuto la fortuna di lavorare di più senza andare in Nazionale e ci siamo ritrovati un giocatore che ha messo dentro i nostri principi di gioco. Heggem, Helland e Vitik devono essere tranquilli perché arriverà la loro occasione”.

Cosa sta mancando a Mbangula?
“Lo vedo bene come sottopunta. Sta crescendo anche di condizione. Ha solo bisogno di giocare”.

Skorupski o Pessina?
“Dobbiamo lasciarli liberi di lavorare. Il portiere non deve essere il tema della settimana. Pessina ha la mia fiducia, Skorupski ha risposto benissimo contro l’Inter, ma poi le responsabilità delle scelte me le prendo io. Lasciate i ragazzi liberi da ogni giudizio”.

Quali affinità ci sono tra la sua carriera e quella di Pisacane?
“Abbiamo carriere diverse: lui ha iniziato da poco ma sta già raggiungendo ottimi risultati. È un ragazzo che conosco bene, è napoletano, gli faccio i complimenti”.

By Pasquale Ucciero

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