Stasera va in scena la cerimonia del Pallone d’Oro 2026. Sono tanti i nomi illustri: Mbappé, Lamine Yamal e Kane sembrano i favoriti a sollevare il prestigioso trofeo, ma occhio alle possibili soprese. Illumina la scena, anche se non parte in “pole”, Lionel Messi che ha trascinato la sua Argentina in finale Mondiale contro la Spagna, dimostrando che l’età è solo un numero.
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Hoy se entrega el Balón de Oro a mejor Jugador del Mundo. https://t.co/jmcjSGINT5
— Gastón Edul (@gastonedul) October 26, 2026
Fino al 1994 il premio è stato assegnato al miglior giocatore europeo militante in una squadra europea. Dall’edizione 1995, il regolamento è cambiato, prendendo in considerazione qualsiasi tipo di nazionalità purché il giocatore militasse sempre in una squadra del vecchio continente. A partire dal 2007, il premio viene assegnato al miglior giocatore del mondo.
Considerando i Palloni d’Oro più discussi di sempre, proprio il nome di Messi, che ne detiene ben 8, figura un paio di volte. Situazione paradossale, se parliamo probabilmente del miglior giocatore di tutti i tempi. Diamo un’occhiata da vicino. L’elenco è lungo già a partire dal 2000 in poi, come riporta Cronache di Spogliatoio.
I Palloni d’Oro più discussi di sempre
2001 – Michael Owen

L’attaccante inglese, a soli ventidue anni, si porta a casa l’ambito riconoscimento. L’annata con il Liverpool è trionfale: vincono FA Cup, Coppa di Lega e Coppa Uefa e Owen è il miglior realizzatore stagionale dei Reds. Però le polemiche non mancano.
Sul secondo gradino del podio, infatti, c’è Raul. Lo storico numero sette del Real Madrid si laurea Pichichi de LaLiga (24 gol), vinta dai Blancos, e capocannoniere della Champions League (7 gol). Ma arriva comunque a -24 punti da Owen.
Gli altri big che chiudono dietro nella corsa al premio sono Oliver Kahn (114 punti), terzo in graduatoria, David Beckham (101), Francesco Totti (57) e poi a seguire Figo, Rivaldo, Shevchenko e Henry.
2003 – Pavel Nedved

Anche due anni più tardi il Pallone d’oro viene assegnato senza troppi dubbi per quel che riguarda il punteggio delle votazioni, ma le discussioni restano.
Pavel Nedved infatti conquista il trofeo con 190 voti, ovvero 62 in più di Thierry Henry che arriva secondo a quota 128. Il numero quattordici dell’Arsenal vince la Coppa d’Inghilterra e la Confederations Cup con la Francia, ma non basta.
Non basta neanche la quarta Champions League sollevata da Paolo Maldini, proprio contro la Juventus di Nedved a Manchester, anche se l’esterno ceco non gioca la finale per squalifica. Il capitano del Milan si posiziona terzo con 123 punti.
2006 – Fabio Cannavaro

Cannavaro è stato l’ultimo italiano a sollevare il Pallone d’Oro. Il difensore vinse il premio principalmente grazie allo straordinario Mondiale vinto con l’Italia da capitano, culminato con la vittoria a Berlino contro la Francia di Zidane e Henry. Molti critici sostengono che un premio individuale annuale non dovrebbe essere deciso quasi esclusivamente da un torneo di un mese.
Nelle votazioni del 2006, Cannavaro ottenne 173 preferenze superando il portiere italiano Gianluigi Buffon (124 voti) e il francese Thierry Henry (121 voti). Molti appassionati e addetti ai lavori ritennero che Buffon fosse stato più decisivo o continuo di Cannavaro nell’arco dell’intero anno solare.
2010 – Lionel Messi

Nell’anno del Mondiale dominato dalla Spagna, in finale con l’Olanda, e dal Triplete dell’Inter, il Pallone d’oro finisce, clamorosamente, tra le mani di Lionel Messi. La Pulce trionfa con il 22.56% dei voti, precedendo Andrés Iniesta, match winner a Johannesburg, e Xavi. Podio tutto ad appannaggio del Barcellona quindi, anche se l’annata di Leo non è di certo la più indimenticabile, anzi… Con l’Argentina esce ai quarti di finale contro la Germania (4-0), mentre in Champions League viene eliminato dagli uomini di Mourinho in semifinale.
Per molti, quel Pallone d’oro sarebbe dovuto spettare a Wesley Sneijder, trascinatore dei nerazzurri in Champions e degli orange in Sud Africa. Per altri, invece, il Mago Iniesta rimane il ‘vincitore morale’ del premio. Memorabile anche l’esclusione di Diego Milito dai primi trenta classificati in quell’edizione, nonostante segni in ciascuno dei match decisivi per la conquista dello Scudetto, della Coppa Italia e della Champions League con l’Inter.
2014 – Cristiano Ronaldo

Sempre nell’anno del Mondiale, questa volta quello disputato in Brasile, le polemiche in seguito all’assegnazione del Pallone d’oro si susseguono per giorni. Vince Cristiano Ronaldo con il 37.66% delle preferenze. Al secondo posto c’è Lionel Messi (15.76%), mentre la medaglia di bronzo va a Manuel Neuer (15.72%).
CR7 è l’assoluto dominatore della Champions League: la vince nella finale di Lisbona battendo l’Atletico Madrid di Simeone ai supplementari. Con 17 gol si laurea capocanonniere della manifestazione fissando il nuovo record di reti realizzate in una singola edizione. Alla fine, la vittoria della Décima risulterà decisiva nella corsa alla vittoria del Pallone d’oro. Sì perché ne LaLiga trionfano proprio i Colchoneros all’ultima giornata (il Real chiude terzo), e, al Mondiale, il Portogallo esce malamente ai gironi. Ronaldo sarà anche miglior marcatore del campionato spagnolo con 31 gol.
Il vero sconfitto dell’edizione è Manuel Neuer. Una stagione strepitosa per un portiere, giocata su livelli altissimi. Nel 2013-2014 subisce appena 34 gol in 51 presenze con il Bayern Monaco, vincendo anche la Bundesliga e la Coppa di Germania. Ma l’apice lo tocca con la nazionale al Mondiale: 4 gol subiti in 7 partite e vittoria in finale contro l’Argentina di Lionel Messi, oltre al Golden glove come miglior portiere dell’edizione. Un titolo che alla Germania mancava dal lontano 1990. Purtroppo per lui, tutto questo non basta.
2018 – Luka Modric

Il centrocampista croato del Real Madrid spezza l’egemonia targata Messi-CR7 e diventa il primo giocatore a vincere il Pallone d’oro dopo i due alieni: l’ultimo era stato Kakà nel 2007.
Modric domina la classifica con 753 punti. Cristiano Ronaldo secondo a quota 476 e Messi terzo a 414. Per molti, soprattutto per le sorelle del fuoriclasse portoghese, quell’edizione è falsata: la tesi sostiene l’influenza di Florentino Perez che, per ripicca verso l’addio di CR7 al Real, avrebbe alterato l’esito delle votazioni.
Resta il fatto che il piccolo numero dieci dei Blancos resta uno degli artefici più sottovalutati e silenziosi del dominio madrileno in Europa. In più, raggiunge una storica finale con la Croazia al Mondiale russo. Forse quel premio non è stato poi così immeritato.
2019 – Lionel Messi

L’edizione del 2019 è altrettanto controversa e polemizzata. La Pulce vince, di nuovo a sorpresa, ma con meno vantaggio rispetto al 2010. Solo 7 punti in più di Virgil van Dijk (con 679). Il difensore olandese del Liverpool è il migliore nel proprio ruolo e meriterebbe tranquillamente il premio, così come lo meriterebbe colui che gli guarda le spalle: Alisson.
Come van Dijk, conquista la Champions League in finale con il Tottenham e si aggiudica anche la Copa America con la nazionale verdeoro. L’ex numero uno della Roma chiude addirittura al 7° posto: avrebbe meritato ampiamente di più.
Da Gianni Rivera a Paolo Rossi, passando per Beckenbauer

Andando a ritroso nel tempo hanno fatto rumore diversi riconoscimenti.
- 1956 – Stanley Matthews, ala del Blackpool 41 enne. Secondo Di Stefano del Real Madrid, vincitore della Coppa dei Campioni e Pichichi della Liga. Tutt’ora Matthews è il più anziano vincitore nella storia del trofeo.
- 1966 – Bobby Charlton, leggenda dello United, che vinse in quell’anno il Mondiale con la sua Inghilterra. Precede di un solo punto la Pantera Nera portoghese Eusebio, capocannoniere della Coppa dei Campioni, con 7 gol, miglior marcatore della Primeira Liga, con 25 gol, e anche bomber più prolifico del Mondiale britannico, con 9 gol, chiuso al terzo posto.
- 1969 – Gianni Rivera, leggenda del Milan e primo italiano di sempre a conquistare il trofeo. Nello stesso anno vince la Coppa dei Campioni con il Milan, che ebbe la meglio in finale dell’Ajax di un giovanissimo Cruijff. Precede Gigi Riva che chiude la Serie A ’68-’69 al secondo posto con il Cagliari, vincendo però il titolo di capocanonniere del campionato (20 gol) e della Coppa Italia (9 gol).
- 1972 – Franz Beckenbauer, leggenda del Bayern Monaco. Vince il trofeo, ma per pochissimo: chiude con 81 punti, due in più di Gerd Müller (compagno di squadra) e Günter Netzer, stella del Borussia Moenchengladbach: entrambi a quota 79.
- 1977 – Allan Simonsen, attaccante del Borussia Moenchengladbach. Il danese vince la Bundes, risultando anche il miglior marcatore dei neroverdi, che arrivano anche in finale di Coppa dei Campioni, vinta dal Liverpool. Al secondo posto si piazza il numero 7 dei Reds Keegan, il quale conquista la coppa dalle ‘grandi orecchie’, la First Division, il Charity Shield e arrivando anche in finale di FA Cup.
- 1982 – Paolo Rossi, leggenda della Juventus e della Nazionale italiana. Vince il Pallone d’oro con la maggioranza dei punti, 115, grazie alla conquista del Mondiale con l’Italia di Bearzot. Il CT triestino decide di convocarlo, a sorpresa, nonostante Rossi sia reduce da due anni di squalifica causa Totonero. Roberto Pruzzo rimane a casa pur essendo capocannoniere della Serie A da due stagioni consecutive. Alla fine la scommessa è azzeccata: Rossi si laurea miglior marcatore della manifestazione con 6 reti. Complessivamente, però, quel 1982 è piuttosto ‘scarno’ per l’attaccante di Prato. Colleziona infatti soltanto tre presenze da aprile (cioè quando termina la squalifica). Sul podio seguono Alain Giresse (64 punti) e Zbigniew Boniek (53).
- 1996 – Matthias Sammer, difensore tedesco del Borussia Dortmund. Probabilmente è l’edizione più discussa di sempre. Sammer conquista l’Europeo giocato in Inghilterra e, al termine delle votazioni, il Pallone d’oro è suo visti i 144 punti. Al secondo posto c’è Ronaldo che, nonostante un grave infortunio al ginocchio e la giovanissima età, insidia Sammer chiudendo a quota 143. Il Fenomeno divide l’anno tra PSV Eindhoven e Barcellona. Per molti è già l’attaccante più forte in circolazione.
- 2020 – Non assegnato. Capitolo a parte merita quello del 2020. La rivista France Football ha deciso di annullare tale edizione a causa della pandemia di COVID-19. Per l’organizzatore le condizioni di equità e giudizio necessarie non erano garantite, visto che molti campionati nazionali erano stati sospesi o cancellati anticipatamente. Il grande favorito della vigilia era Robert Lewandowski (attaccante del Bayern Monaco), protagonista assoluto di una stagione culminata con la vittoria del triplete (Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League).
