Il calcio italiano si prepara a vivere una delle tornate elettorali più accese e politicamente rilevanti degli ultimi decenni. In vista delle elezioni per la presidenza della FIGC, fissate per il prossimo 14 dicembre, lo scenario si è cristallizzato attorno a un vero e proprio duello tra due pesi massimi della dirigenza sportiva: l’attuale Commissario della FIGC, Giovanni Malagò, e il senatore Adriano Galliani, storico dirigente di Milan e Monza.
La scadenza per la presentazione ufficiale delle candidature, fissata alle ore 23:59 del 4 novembre, si avvicina rapidamente, ma le mosse sullo scacchiere sono già entrate nel vivo.
LA LEGA SERIE A SI DIVIDE
Fino a pochi mesi fa, la posizione di Giovanni Malagò sembrava inattaccabile, forte di un appoggio quasi unanime raccolto in primavera. Tuttavia, il quadro è mutato. Secondo le ultime indiscrezioni, oggi, giovedì 29 ottobre, Malagò è pronto ad annunciare di aver raggiunto il quorum necessario per presentarsi come candidato ufficiale della Lega di Serie A. Il traguardo è stato tagliato sul filo del rasoio: avrebbe infatti incassato le firme di 11 club su 20, il minimo indispensabile per blindare la nomination della massima serie calcistica.
Questo risultato, pur garantendo a Malagò il lasciapassare formale, certifica al contempo una profonda frattura all’interno della Lega, incapace di esprimere un nome condiviso all’unanimità.
IL RIBALTONE DI AIC E AIAC
Se Malagò si è assicurato il seggio della Serie A, Adriano Galliani ha messo a segno un colpo tattico che rimescola completamente le carte. L’esperto dirigente è stato infatti scelto come candidato ufficiale dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC). Si tratta di una svolta politica di enorme peso: nelle precedenti elezioni, le due componenti tecniche avevano infatti sostenuto proprio Malagò.
Per poter correre alla presidenza federale, Galliani ha inoltre compiuto nei giorni scorsi un passo formale ma fondamentale: si è tesserato con l’Enotria 1908, storico club dilettantistico lombardo.
IL RUOLO CHIAVE DEI DILETTANTI E GLI SCENARI VERSO IL 14 DICEMBRE
Con la Serie A spaccata e i professionisti (calciatori e allenatori) schierati con lo sfidante, l’esito delle urne del 14 dicembre è tutt’altro che scontato. In questo equilibrio precario, il ruolo di ago della bilancia potrebbe essere ricoperto dalla Lega Nazionale Dilettanti (LND). Il bacino di voti del calcio dilettantistico è storicamente decisivo per l’elezione del presidente federale e un eventuale appoggio a Galliani da parte di questa componente potrebbe risultare la mossa dello scacco matto.
La partita politica, insomma, è apertissima. Da un lato, Malagò cerca di far valere la continuità e la forza istituzionale della prima lega professionistica; dall’altro, Galliani si propone come figura di rottura (supportata da rapporti politici solidi), capace di unire la base tecnica e, potenzialmente, il vasto mondo dei dilettanti.
