Michel Platini, ex fuoriclasse di Juventus e Francia, ha rilasciato un’intervista dai toni molto duri sulle colonne del Corriere della Sera soffermandosi anche sulla sua fuoriuscita dai vertici del calcio continentale dopo l’esperienza da presidente dell’UEFA. Queste – riprese da TMW – le sue dichiarazioni:
“Io niente, sapevo di non avere nulla da rimproverarmi, ho sempre fatto tutto correttamente. Ho visto la sofferenza della mia famiglia e delle persone che mi sono vicine. La battaglia che ho condotto era contro l’ingiustizia. L’obiettivo di quella campagna era di farmi fuori dalla FIFA. Mi hanno messo sotto accusa le commissioni della Fifa che gestiscono ‘loro’. Appena si è usciti dal mondo dei funzionari del calcio, che volevano impedirmi di diventare presidente, la giustizia ordinaria mi ha dato ragione. E per me, ovviamente, conta quello. Fuori dagli apparati del calcio ho vinto, dentro ho perso. Per questo non mollerò, è stata un’ingiustizia. C’è gente che mi ha fatto del male, molto. Non mi interessa tanto dell’universo FIFA. Per Infantino, Ceferin quel mondo è tutto perché non hanno vissuto niente prima e, fuori da lì, sono nessuno. Non hanno mai giocato al calcio. Loro, come Blatter, sono diventati importanti là, dentro quei palazzi, e sono importanti solo là. Ho sofferto per dieci giorni, mi sono battuto per difendermi ma poi ho presto capito che la verità era solo che volevano farmi fuori, e basta”.
Sarebbe stato l’unico giocatore di calcio a diventare presidente della FIFA. Era una colpa?
“Non so se fosse una colpa, certo è che l’amministrazione della FIFA si è schierata contro di me. I presidenti delle federazioni nazionali mi volevano presidente, gli apparati della FIFA no. Si può capire perché. E hanno cercato qualcosa per bloccarmi. Hanno trovato un pagamento fatto cinque anni prima e qui è l’ironia della cosa: la FIFA prima mi paga per il mio lavoro e poi mi punisce per avermi pagato. Assurdo, questo è il massimo. Il calcio mi voleva, la politica del calcio no”.
Una persona come lei in questo momento non ha ruoli nel calcio. C’è una prospettiva?
