Fermin Lopez, talentuoso centrocampista del Barcellona, si è raccontato al Mundo Deportivo, aprendo un cassetto di un periodo per lui poco sereno: “Com’è possibile immaginare non è facile, sono arrivato a 13 anni, ero ancora un bambino, lontano dai miei genitori, e alla fine è anche difficile fidarsi di uno come ero io in quella fase, giovanissimo . Ciononostante, ci sono sempre state persone nel club che hanno avuto molta fiducia in me e io ho continuato questo percorso finché non è arrivata l’occasione.
A La Masia ho avuto un aiuto psicologico ed è andata bene. Era il terzo anno, avevo raggiunto il limite, non ce la facevo più. Non ho giocato, ho pianto tanto e ho passato un brutto momento.
Qui a La Masia la società già vedeva che la mia testa non andava bene e per un po’ ho avuto un aiuto psicologico ed è andata bene. Lo stavo controllando a poco a poco. Perché mi arrabbiavo molto, ero molto frustrato, mi infastidivo molto e questo era mentalmente negativo anche quando studiavo perché pensavo sempre alla stessa cosa. La verità è che grazie a La Masia e ai miei genitori ho potuto gestire la cosa al meglio.
I miei compagni? Gavi e Cristo hanno sempre cercato di aiutarmi affinché non mi abbattessi”.
