Jorge Jesus, CT del Portogallo, ha presentato la sfida contro la Norvegia e ha dovuto affrontare tante domande sul tema CR7. Queste le sue parole, riportate da O Jogo:
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Sulla partita con la Norvegia.
“Cosa mi aspetto da questa partita? Quello che voglio e spero è che possiamo vincere, così da qualificarci praticamente ai quarti di finale. Poi, se riusciamo a ripetere la prestazione di Copenaghen, una partita eccellente, con grandi momenti di qualità, anche grazie alla qualità dei giocatori, queste due cose sono ciò che desidero di più. Ma nel calcio non sempre ci riusciamo. A volte sì, ma non in una sola partita. Vorrei che il Portogallo vincesse, così che il nostro Paese possa assicurarsi la qualificazione”.
Ronaldo è aperto alla conciliazione?
“L’attenzione deve essere rivolta alla Nazionale, in questo caso la Norvegia, a ciò che dobbiamo fare bene, a ciò che anche i nostri giocatori devono fare bene, in armonia con la bandiera e con l’obiettivo di… Non si tratta di ignorare Cristiano Ronaldo, è un simbolo della Nazionale e del Portogallo. Dopo la partita, ci sarà tutto il tempo per parlarne”.
Questione CR7: scelta non affrontarla?
“Ora mi concentrerò su quello che ho detto: la squadra, l’avversario. La Norvegia è, a mio parere, una delle prime cinque squadre in Europa, con ottimi giocatori. Dobbiamo rimanere concentrati e so qual è il problema in questo momento. Poi avremo tempo per analizzare cosa succederà qui”.
Che tipo di affetto si aspetta dallo stadio e se ha avuto contatti con Ronaldo
“L’affetto che cerco e che vorrei ricevere non è altro che quello che la nazionale simboleggia. L’affetto è per la squadra, per i giocatori. Io faccio parte di una squadra, sono il leader e il punto di riferimento. Tutto ciò si ricollega anche al tema del sostegno e dell’affetto che i tifosi nutrono per il Paese. Prima ero un tifoso sfegatato e un po’ pazzo della nazionale, non mi importava se tifavo per l’allenatore o per i giocatori, guardavo sempre la bandiera. Non voglio essere estraneo a nulla che riguardi la nazionale”.
CR7 sarà ambasciatore per i Mondiali del 2030?
“Siamo già proiettati verso il 2030, mancano quattro anni… Il calcio è una questione di giorno in giorno, non di mese in mese. La partita di domani è la più importante, sarà giocata benissimo da entrambe le squadre, molto intensa, ed è su questo che voglio concentrarmi. Non voglio distogliere l’attenzione dal tema e dal problema, che in questo momento si chiama Norvegia”.
Joao Felix e Conceiçao sono due opzioni?
“Abbiamo effettuato al massimo quattro sostituzioni nelle tre partite disputate. Questo non significa che non ne farò una quinta. Dipende tutto dalle condizioni dei giocatori e dalle istruzioni che mi daranno. Siamo alla quarta partita. I giocatori con più minuti in campo iniziano a sentire la fatica, rischiano infortuni e fisicamente non saranno al massimo della forma. Domani sarà così; sostituiremo alcuni dei giocatori più affaticati. Credo che Félix si sia ripreso, perché dobbiamo ancora fare una sessione di allenamento, che mi dirà qualcosa su Félix e Conceição”.
Quanto è stato difficile mantenere la concentrazione con il caso Ronaldo? Sono stati i giorni più difficili della carriera?
“La cosa più difficile nella carriera di un allenatore è sempre trovare il modo di garantire che, anche quando non si vince, la vittoria sia sempre a portata di mano, partita dopo partita. Per quanto possa dire che la vittoria in Danimarca mi abbia riempito d’orgoglio, per quello che hanno fatto i giocatori, posso anche dire che, alla fine, ero felicissimo, ma avrei potuto essere più felice”.
