Beppe Iachini ha rilasciato un’intervista a L’Arena soffermandosi sulla complicatissima stagione vissuta dagli scaligeri.
STAGIONE NO. «Che la Fiorentina potesse risalire ce lo si poteva aspettare, che il Verona fosse in questa situazione meno. Per quanto riguarda la Fiorentina, parliamo di un gruppo che aveva fatto bene l’anno prima, che ha confermato giocatori come Kean o De Gea e aggiunto pezzi pregiati. Mi aspettavo che potesse risalire perché ci sono qualità ed esperienza a livello internazionale, anche se le pressioni che ci sono a Firenze sono diverse di quelle di altri ambienti e può crearsi una dinamica pesante. L’Hellas non me l’aspettavo in questa situazione, a mio avviso non è una brutta squadra e le partite se l’è sempre giocate, ma ha preso qualche gol di troppo, che in Serie A puoi pagare facendo venire meno convinzioni e certezze. Una stagione anche sfortunata».
METODOLOGIA. «Sogliano è bravo a trovare giocatori “sorpresa”, che si rivelano interessanti e fanno fare belle plusvalenze. Però non conosco bene il discorso societario: io faccio sempre il tifo per l’Hellas, sarebbe un peccato non avere più in A una piazza del genere».
PANCHINA. «A Firenze c’è voluto del tempo per Vanoli. Sammarco? Quando devi vincere per forza non è facile. Se ti vuoi salvare, devi pensare che puoi fare anche qualche pareggio: se guardi oggi la classifica del Verona la distanza non è esagerata, e qualche pari in più avrebbe fatto la differenza».
RETROCESSIONE. «Mi dispiace parlarne adesso, fino a che non c’è la matematica il Verona deve fare il meglio possibile: ha una maglia gloriosa con un grande pubblico e una grande città alle spalle. Detto questo, quando si riparte dopo una retrocessione c’è da lavorare subito per impostare un nuovo percorso e risalire».
POSSIBILI RITORNI. «Se parli con me di Verona sfondi una porta aperta, è stata una delle mie prime squadre, ho vissuto bei tempi con Bagnoli, che voglio salutare attraverso di voi. Abbiamo fatto la Uefa, ho ricordi che porterò sempre nel cuore. Se dicessi che non sarei onorato di allenare una squadra così, direi una bugia».
