Sono passati nove messi dalla finale di Coppa d’Africa vinta dal Senegal contro il Marocco, eppure la controversia che ne è seguita non ha ancora raggiunto il termine. Almeno fino ad ora, dato che il caso è arrivato davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport, che dovrà decidere quale sarà il vero vincitore del trofeo, che è stato successivamente assegnato a tavolino a Hakimi e soci.
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L’udienza – spiega TMW – si terrà a porte chiuse e sarà presieduta da un colleggio composto da tre arbitri, Gèrald Simon, Luigi Fumagalli e Ulrich Haas, davanti ai quali si confronteranno le due Federazioni.
Da un punto di vista di tempistiche, la decisione non arriverà nella stessa giornata. Anzi. Si dovranno aspettare giorni o perfino settimane perchè si possa capire a chi verrà assegnato il trofeo.
Dopo l’assegnazione della Coppa al Marocco a seguito del ricorso, il Senegal ha portato il caso davanti al TAS. In questo momento la Federazione marocchina sostiene che una squadra che abbandona il terreno di gioco senza autorizzazione – cosa fatta dagli avversarsi a seguito di un rigore assegnato loro contro sul recupero -, debba portare alla sconfitta a tavolino, indipendentemente dal suo rientro in campo.
D’altra parte, però, il Senegal punta sulla regola 5 dell’IFAB, per cui le decisioni dell’arbitro sono definitive, anche in caso di ripresa del gioco, come fatto in occasione dell’ultimo atto di Coppa continentale da Ndala.
Insomma, il TAS ha una brutta gatta da pelare e si trova davanti a un bivio: assegnare definitivamente il titolo alla formazione marocchina o restituire il trofeo al Senegal annullando la decisione precedente. Terza possibilità è di rinviare il caso agli organi competenti.
