Edin Dzeko, attaccante e capitano della Bosnia, si appresta a vivere da protagonista il Mondiale. L’ex centravanti di Roma, Inter e Fiorentina ha parlato ai microfoni di ESPN. Di seguito le sue parole, riprese da TMW:
“Abbiamo avuto un percorso difficile. Ma durante la preparazione sentivamo questa energia positiva, e la squadra ha mostrato davvero lo spessore del proprio carattere e della propria personalità”.
Sui tanti giovani in Nazionale. “Quando sono accanto a loro, mi viene da pensare: ‘Cavolo, fratello, ho 22 anni più di te’. È pazzesco, ma significa anche che ho fatto buone cose in passato e che ho lavorato duramente”.
Ma qual è il segreto di Dzeko a 40 anni? “La mattina ho dolori ovunque. Ti servono pochi minuti, quando ti alzi fa male, ma è solo il corpo che si aggiorna e ti aiuta a mantenerti in buona forma. Non avrei mai immaginato di giocare ancora a 40 anni. Ma cerco sempre di aiutare il mio corpo, le mie gambe, e negli ultimi 10 anni si è reso necessario lavorare un po’ di più rispetto a quando ne avevo 20… Però amo allenarmi, perché alla fine devi essere sano e in forma per giocare a questo livello, e devi conservare l’amore per il calcio”.
Una delle rinunce che Džeko ha dovuto fare sono i caffè post-allenamento con i compagni, sacrificati a favore di stretching e recupero. E ha fatto del senso della posizione e dell’astuzia le sue armi migliori: “Viene naturale, perché non sono lo stesso giocatore di 10 anni fa. Non posso correre come una volta. Ma forse una corsa in meno può aiutarti a segnare un gol in più. Se dovessi fare a correre con i giovani difensori sarebbe dura, ma non è mai stato il mio gioco. Il mio forte è la qualità e il gol, quindi cerco di sfruttare queste caratteristiche”.
