🎙️ Fenucci: “Abbiamo provato a convincere Rowe a rimanere. Cessioni? La squadra era più costosa dei ricavi…”

L’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, ha parlato in conferenza stampa.

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Di seguito le sue parole riportate da TMW:

“L’idea e la strategia che abbiamo seguito in questa campagna investimenti non è slegata da quello che abbiamo portato avanti negli ultimi 4 anni. Da Thiago Motta in avanti abbiamo continuato ad investire e da quando siamo partiti con questo progetto abbiamo investito 280 milioni e non li abbiamo incassati. È stato un programma di investimenti che nel momento in cui siamo andati in Europa ci ha portato a scegliere anche calciatori che sono arrivati con ingaggi più alti rispetto agli standard del club. Uscendo dal percorso delle coppe e dai ricavi che ne derivano, quest’anno abbiamo dovuto fronteggiare un problema: la squadra era più costosa rispetto ai ricavi che generava e c’era il problema di come finanziare questa stagione. Siamo andati avanti cercando di recuperare questo gap economico cedendo qualche calciatore ma mantenendo la competitività per scendere in campo e vincere tutte le partite. Le operazione dunque, esclusa quella di Rowe, sono nate con lo scopo di sanare la situazione finanziaria del club. Abbiamo ambizioni e vogliamo mantenere il clima di entusiasmo che ci ha accompagnato in questi anni, ma vogliamo anche fare un calcio sostenibile. La gestione della situazione di Rowe non aveva questa finalità ma è nata dopo aver fatto diversi tentativi per convincere il ragazzo a rimanere: aveva mostrato nervosismo già dal ritiro e avendo creato una famiglia sportiva con dei valori, tutto ciò non deve essere intaccato da nessuno. Abbiamo capito che la gestione del ragazzo sarebbe stata complicata e abbiamo preferito cederlo all’Atalanta”.

Possiamo definire questa stagione come un’annata di transizione?
“Non vogliamo smettere di investire, anche perché la società ci garantisce un supporto finanziario annuale. Non mi piace il termine ‘transizione’: questa è una stagione in cui l’obiettivo è vincere tutte le partite. Poi sappiamo che sarà difficile e non sarà così perché è difficile competere, ma l’obiettivo è vincere in questa stagione, non possiamo già pensare alla successiva. In questi ultimi 4 anni abbiamo costruito squadre molto più costose di quello che il Bologna genera e questo è un segnale che vogliamo investire. Ogni anno cerchiamo di fare meglio dell’anno precedente ma dobbiamo fare un calcio sostenibile. La realtà è che abbiamo continuato questo percorso di investimenti, ma quest’anno dovevamo fronteggiare una situazione complicata perché la squadra si portava dietro i costi di una rosa europea”.

C’è l’idea di poter ripetere gli investimenti fatti o ora la priorità è sanare ciò che lascia il ciclo precedente?
“Ci vorrà un po’ di tempo, ma lavoriamo sempre per costruire qualcosa. Abbiamo raddoppiato le risorse del settore giovanile perché quella è una strada per avere risorse che possono darci un contributo. Quest’anno abbiamo portato in prima squadra Libra e spero che nei prossimi anni ce ne possano essere altri”.

Lo stadio potrà aiutare?
“Lo stadio diventa importante per molte ragioni. È l’ultimo luogo dove si creano comunità di tifosi e va fatto per le nuove generazioni. Il progetto stadio serve per garantire competitività e avere risorse. È fondamentale per la città di Bologna, che non può non avere un impianto multifunzionale per ospitare calcio, concerti e un padiglione fieristico innovativo. Spero che a breve tempo potremmo capire se ci saranno le condizioni per farlo. Le risorse finanziare ci sono. Siamo già a lavoro con i progettisti. La procedura organizzativa per quella che è l’area dovrebbe essere molto veloce”.

Avendo preso molti giocatori in prestito con diritto, c’è il rischio di depauperare le risorse a disposizione per rientrare economicamente nelle cessioni dei prossimi anni?
“Avremo bisogno delle risorse dell’azionista e qualche investimento sarà fatto. I club italiani fanno 800 milioni di plusvalenze all’anno e non le fanno solo il Bologna. Purtroppo abbiamo preso giocatori che non sono stati investimenti economici felici. L’Atalanta ha lavorato bene in questi anni vendendo più di 700 milioni e più della metà dei giocatori vengono dal settore giovanile. Se il nostro settimo centrocampista è Libra dobbiamo essere contenti, se Raimondo fa bene e a Frosinone dobbiamo essere contenti perché questa rappresenta una strada per il futuro per tornare ad essere competitivi”.

articolo in aggiornamento

By Fabio Tognini

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