L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita con la Juventus. Di seguito le sue parole:
Cosa avete in comune con Spalletti? Come sta Dybala?
“Sono due squadre che, anche se con caratteristiche sicuramente diverse, cercano di raggiungere il risultato attraverso l’espressione del gioco. È qualcosa di chiaramente identificabile, da sempre. Per noi è un aspetto importante e credo che anche domani sarà una partita tra due squadre che proveranno a ottenere il risultato offrendo un gioco di qualità. Non credo ci saranno speculazioni: entrambe giocheranno per un solo risultato, cioè per vincere la partita. Su Dybala proviamo oggi. leri è rientrato e ha lavorato molto meglio, però dobbiamo ancora valutare le sue condizioni per capire se può giocare. Decideremo dopo l’allenamento di oggi”
Cosa manca per vincere un big match?
“Noi alcune partite importanti non le abbiamo vinte, come ad esempio Inter e Milan, ma contro le squadre che ci stanno davanti di recente abbiamo pareggiato con Napoli e Milan. Con la Juventus all’andata non è stata una gara semplice. Domani vedremo. In altre situazioni, come con il Como che è molto dietro di noi, o con il Bologna, le cose sono andate male. Non abbiamo sempre vinto, altrimenti non saremmo in questa posizione di classifica. È chiaro che magari ci manca la vittoria contro una di queste squadre, ma domani non dobbiamo pensare a questo. Dobbiamo pensare a interpretare bene la gara, perché la Juventus è una grande squadra. Questo tipo di partite, molto spesso, come è successo anche di recente, si gioca sul filo dell’equilibrio. Sono dettagli quasi impercettibili quelli che poi spostano il risultato”
La Roma ora è superiore alla Juventus?
“All’andata eravamo un po’ rimaneggiati, soprattutto in difesa. Se non ricordo male marcava Hermoso. Non è stata una buona partita da parte nostra, ma anche la Juventus ha fatto un’ottima gara. È stata una partita equilibrata fino alla fine e c’è stato anche un momento in cui abbiamo sperato di poter fare risultato. Domani è una nuova partita, in un contesto diverso. È vero che rispetto a fine dicembre abbiamo avuto un mese di gennaio molto difficile, soprattutto per via degli infortuni. Siamo stati spesso in emergenza e abbiamo avuto un andamento tra alti e bassi, con qualche vittoria e qualche sconfitta. Adesso entriamo in una fase in cui è importante dare continuità. Chi riesce a mettere insieme una serie di vittorie in questo periodo può strappare e staccarsi in classifica. È quello che dobbiamo cercare di fare”
Quanto pesano i 4 punti in classifica dalla Juventus? Ci può dare aggiornamenti su Soulé?
“Su Soulé navighiamo a vista. Speriamo non per questa settimana, ma per la prossima, che possa essere migliore e che il giocatore possa aggregarsi alla squadra e ricominciare almeno ad allenarsi. Credo che i quattro punti siano significativi per il percorso che ha fatto la Roma, ma non sono determinanti ai fini del risultato finale. Non decidono nulla in maniera definitiva. Penso che questa sia una competizione che si deciderà molto più avanti. Bisogna fare risultato e restare dentro alla corsa. Come ho già detto altre volte, speriamo di poterci giocare tutto nelle ultime giornate, perché significherebbe essere ancora in lotta. È anche possibile, però, che qualche squadra possa prendere il volo e chiudere il campionato con largo anticipo”.
Come si spiega le difficoltà delle italiane in Europa?
“Non è un tema che si può affrontare in modo esaustivo oggi, sicuramente. Però bisogna prendere coscienza della realtà, che non riguarda solo le coppe ma più in generale il sistema italiano. È un discorso abbastanza ampio da affrontare. Probabilmente il problema non è uno solo, altrimenti si risolverebbe facilmente. Ci sono tutta una serie di situazioni che ci hanno portato a essere meno competitivi in Europa. Forse è anche merito di altri Paesi, di quello che stanno facendo altrove. Si può guardare, ad esempio, a realtà come la Norvegia, che stanno crescendo e facendo cose interessanti. Ogni tanto può essere utile osservare anche cosa fanno gli altri”.
Più fattibile il quarto posto o arrivare in fondo all’Europa League? Cosa ha ancora del suo passato juventino nel suo modo di vedere il calcio?
“È difficile fare una previsione del genere. In questo momento siamo ancora dentro a tutto. Tre mesi sono tanti, ma allo stesso tempo sono pochi. Dobbiamo cercare di essere competitivi in campionato e di ottenere il massimo possibile nel torneo in cui siamo impegnati. Allo stesso modo dobbiamo restare dentro all’Europa League. Dopo questa settimana entreremo in una fase fatta solo di partite importanti: in Europa League saranno decisive, in campionato bisognerà restare agganciati e cercare di posizionarsi nel modo migliore possibile. Ci sono però tante varianti. Da una settimana all’altra cambiano le situazioni: squalifiche, giocatori limitati tra campionato ed Europa. In Europa, ad esempio, alcuni come Ferguson o Arena . Per questo bisogna pensare partita per partita e cercare di ottenere il massimo da ogni gara. La Juventus per me è stata una palestra incredibile. Ho fatto dieci anni da calciatore nel settore giovanile e poi quasi trent’anni da allenatore tra giovanili e Primavera. È stata una grandissima formazione, sia dal punto di vista personale sia calcistico. Era una società dove il calcio si faceva molto bene. Mi ha dato l’opportunità di crescere, di lavorare nel settore giovanile e di girare l’Europa per osservare squadre e giocatori. È stata un’esperienza che mi ha aiutato moltissimo nella mia carriera”.
La difesa a 4 è una soluzione dal primo minuto?
“Il fatto di poterlo utilizzare anche in gara, e non solo in allenamento, ti dà qualche certezza in più. Se una soluzione è già stata provata in partita ed è andata bene, ti dà esperienza, ti dà curriculum, e questo ti permette di passare più facilmente da una situazione all’altra. Vale anche per i giocatori: sono situazioni che hanno già vissuto, che hanno già funzionato. Poi è chiaro che molto dipende dalla partita, dall’avversario e dalla nostra rosa. In questo momento abbiamo sicuramente tanti centrocampisti a disposizione, e stanno facendo bene. Forse siamo un po’ più carenti nei ruoli di esterni offensivi, però sono tutte esperienze che aiutano e che potranno tornarci utili in questo finale di stagione”.
Si è fatto i conti per la quota Champions?
“Non so, di solito è stata 70-72 punti, forse ora anche di più. L’anno scorso le squadre coinvolte erano tante: c’era la Roma, c’era il Milan, c’era la Lazio. Insomma, il gruppo era molto più ampio. Quest’anno magari il Bologna si è staccato prima, la Lazio si è staccata prima e la situazione è cambiata. Come ho detto prima, in questo momento è fondamentale chi riesce a fare uno strappo con una serie di vittorie consecutive. Una striscia positiva può darti un vantaggio importante e permetterti di prendere margine sulle altre”.
Il divieto di trasferta varrà probabilmente anche in Europa League…
“Il divieto di seguire la squadra è costato, come è stato detto qualche settimana fa. Purtroppo si finisce per penalizzare la passione di migliaia di persone che vorrebbero seguire la squadra, soprattutto in Italia. In Europa magari la situazione è diversa. Speriamo che queste restrizioni possano finire al più presto e che la gente possa tornare a seguire la squadra con la stessa passione che dimostra in casa anche in trasferta. È anche una bella cosa: approfittare delle partite per girare le città e sostenere la propria squadra. È quello che ci auguriamo tutti”.
Come mai tanti ex Atalanta altrove hanno faticato? Penso a Koopmeiners…
“Per esempio Mancini, che sta facendo bene, ma non è sempre così per tutti. Anzi, ho ritrovato giocatori che si sono dimostrati ancora più forti rispetto a quando erano giovanissimi all’Atalanta. Non posso dire con certezza il motivo per cui in altre situazioni qualcuno non abbia reso al massimo. Di recente, ad esempio, con il Mainz Koopmeiners ha fatto due gol in Champions. Posso dire che è un giocatore forte, questo sì. All’Atalanta era un calciatore di grande valore. Poi, perché non sia riuscito a mantenere certe aspettative iniziali in altri contesti, è difficile dirlo con precisione”.
Il sorteggio con il Bologna? Quanto sarà importante il ritorno in casa?
“Credo che quel tipo di gare contino molto. A volte conta più l’andata che il ritorno: bisogna indirizzare subito la partita di andata, perché può darti un piccolo vantaggio in vista della qualificazione su due gare, soprattutto in sfide di questo livello. Spesso le squadre poi si abbassano molto e diventa difficile rimontare. Per questo è importante partire forte fin da subito. Quando si arriva a un certo punto della competizione è normale incontrare squadre sempre più forti rispetto al girone. Dispiace perché due squadre italiane probabilmente avrebbero potuto andare avanti entrambe, migliorando anche il percorso complessivo del calcio italiano. Ma in questa competizione devi superare ostacoli importanti per poter poi andare avanti con fiducia”.
Parlando del ritorno di Totti in società disse di avere già delle idee per lui. Ci può dire quali?
“Farlo giocare domani (ride, ndr). Non ci sono altre situazioni da valutare in questo momento. Siamo completamente concentrati sulla partita di domani contro la Juventus”.
