Il ds dell’Atalanta, Cristiano Giuntoli, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport.
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Ecco le sue parole riportate da gianlcuadimarzio.com:
SARRI – “Volendo fare un discorso più ampio, direi che il più grande acquisto dell’Atalanta è stato Maurizio Sarri, strappato a una concorrente molto importante del panorama italiano e non solo. Poi abbiamo convinto Ederson a rimanere, preso Gaetano perché ci serviva un regista che conoscesse bene il campionato italiano e accontentato Djimsiti, che voleva andare via dopo tutto quello che ha dato. Ci siamo fatti trovare subito pronti prendendo Kristensen, un ragazzo di grande stazza e qualità, con dieci anni in meno, che pensiamo possa rappresentare il futuro. Saremo reattivi fino alla fine del mercato, ma i progetti si costruiscono con tempo e pazienza, mattone dopo mattone. Veniamo da una buona partita, ma non ci illudiamo: ogni gara può nascondere delle insidie e siamo pronti ad affrontarle”.
LA SCELTA SARRI – “È una sfida intrigante per lui. Quando ne ho parlato alla proprietà siamo andati dritti e mi hanno affiancato. Conosciamo il lavoro del mister e dello staff, oltre alla professionalità e al valore dei ragazzi, che si stanno applicando molto. Serviranno tempo e pazienza, ma siamo convinti di poter fare bene. Non sarà un’occasione di mercato a cambiare il nostro percorso: sappiamo dove vogliamo arrivare e ci arriveremo”.
L’IDENTITÀ – “Intanto vogliamo trovare una nostra identità, perché la forza dell’Atalanta è sempre stata quella di costruire, mattoncino dopo mattoncino, delle grandi stagioni. Prima dobbiamo creare questa identità, poi vedremo con calma dove potremo arrivare. Il percorso sarà pieno di insidie, perché il cambio di filosofia è netto e servirà tempo, ma conosciamo la strada e siamo convinti di poter fare bene”.
IL MERCATO – “Faccio una battuta: credo che Raspadori, Zalewski e gli assenti Sulemana e CDK non abbiano niente da invidiare a nessuno. Siamo contenti dei calciatori che abbiamo, non mi va di parlare degli altri e andiamo avanti sulla nostra strada, che sappiamo essere difficile e in salita”.
KOLASINAC – “Ogni situazione va valutata quando si presenta. In questo momento nessuno ci ha chiesto niente e i ragazzi sono concentrati sul lavoro quotidiano. Vedremo più avanti quello che potrà succedere: parlare al condizionale, in queste situazioni, è troppo riduttivo”.
