🎙️ Gravina: “Caso arbitri? Si butta fango senza sapere nulla! Io non ho fallito in FIGC” Poi la STOCCATA a Lotito 💥

L’ex Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è stato ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, su La 7. Di seguito le sue parole riportate da gazzetta.it:

“Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. È stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare al Mondiale e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. È stato giusto dimettersi. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità, e questo è stato un atto di responsabilità verso la Federazione. Erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc”.

FALLIMENTO? “Non ritengo di aver fallito. Se parliamo di piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell’attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, le nostra Federazione è tra le più apprezzate in Europa. Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha, ci sono confusioni di ruoli. Per tre volte non siamo andati ai Mondiali e lo schema è lo stesso, cercare un capro espiatorio. Tutti sono convinti che i giocatori della nazionale dipendano dalla Figc, ma esistono i campionati, le Leghe e certe regole, leggi e statuti che bisogna rispettare. Non puoi attivare un meccanismo di riforma se tutti non sono d’accordo”.

IL COMMISSARIAMENTO – “È contrario all’autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa. Ho sentito parlare di commissariamento per modifiche che potrebbero fare autonomamente. Il rapporto tra sport e politica è più stretto di quanto si possa immaginare. Lo sport è economia, identità, cultura. Capisco che il politico abbia interesse a rivolgersi a una platea così ampia, ma c’è bisogno dell’autonomia. Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura e della rottura istituzionale”.

LOTITO – “Vi sembra normale che partecipi alla Commissione cultura del Senato un soggetto che è presidente della Lazio, che è stato per vent’anni nel Consiglio federale prima di essere sconfitto due anni fa e che ora parla di disastro? Sento parlare di modifica della legge 91/1981 che è stata abrogata e di ‘vincolo sportivo’, che questo governo ha tolto. C’è qualcosa che non torna. Chiediamo rispetto per il calcio”.

LA NAZIONALE – “Stiamo valutando il lavoro della Federazione sulla base di una sola Nazionale, ma ce ne sono tante, maschili e femminili.. Gattuso? Per me era assolutamente l’uomo giusto. Era il migliore, in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l’attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo. Il ripescaggi? Mi sembra un’idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai Mondiali.”.

IL FUTURO DELLA FIGC – “Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno”.

IL CASO ARBITRI – “Perché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c’è un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nulla”.

I SUOI PROGETTI – “Scendere in politica? In tanti hanno provato a coinvolgermi. Non rinnego il mio orientamento, sono moderato di centro tendendo a sinistra. Già faccio politica, niente candidature”.

By Fabio Tognini

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