Pierre Kalulu, diventato una colonna della Juventus con prestazioni sempre sopra la media, ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sulla stagione in corso. Offerte a L’Equipe, riprendiamo le sue considerazioni da La Gazzetta dello Sport:
È una stagione ricca, come è normale nei grandi club, ci sono grandi speranze e ci viene chiesto di essere sempre all’altezza. Ma è una cosa che sogniamo fin da quando siamo ragazzini. Poi in questo mestiere ci sono obiettivi e si vedrà a fine stagione.
Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche. Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no.
Frustrazione dopo l’Inter? Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita.
Voglio continuare così, solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Bisogna saper anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene.
La nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio. Mi sento pronto per il Mondiale”.
