L’allenatore del Parma, Alberto Gilardino, ha parlato in conferenza stampa in vista della partita con la Lazio.
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Di seguito le sue parole riportate da TMW:
Contro la prima in classifica arrivando dopo due sconfitte. Come l’avete preparata?
“Sappiamo che squadra andiamo ad affrontare, stanno attraversando un periodo di energia positiva e gli faccio i complimenti, soprattutto a Gattuso, se lo merita dopo un periodo di difficoltà. Credo abbia sofferto molto e sono felice per lui. Noi abbiamo avuto modo di parlare e capire, di osservare. Sicuramente i primi venticinque minuti li abbiamo analizzati, oltre all’aspetto psicologico alcune imprecisioni ci sono state. Domani conterà la disciplina e l’attitudine iniziali. Ho grande fiducia nella squadra. Ci aspetta una partita ardua”.
Più preoccupato per i gol subiti o i pochi fatti? Gioca Corvi o Daffara?
“Sono tutti disponibili, a parte Almqvist, Nicolussi ed Elphege. Ho diversi dubbi, in ogni ruolo c’è concorrenza, anche nel portiere. È importante per tutti per mantenere alto il livello di concentrazione. Sappiamo che il cambiamento non è immediato: da quando sono arrivato abbiamo cambiato qualcosa, sia nel lavoro fisico sia nell’aspetto tecnico-tattico, stiamo cercando di fare cose diverse. L’anno scorso erano abituati a lavorare in un certo modo, con giocatori dalle caratteristiche diverse. La mia rosa è valida, con giocatori forti ma ci vuole tempo in campo, nei video, nelle riunioni”.
Possiamo aspettarci un colpo di teatro da parte sua? Come si risolleva la squadra?
“Inutile tornarci sopra, sappiamo di aver deluso le aspettative, soprattutto all’inizio. Ci siamo confrontati e sappiamo quello che dobbiamo fare, sappiamo il nostro obiettivo, è indispensabile che tutti sappiamo cosa dobbiamo fare. Per avere chiaro l’obiettivo dobbiamo portarlo in campo, avere ardore agonistico, essere dentro la partita mentalmente, essere collegati fin dall’inizio. Ho una squadra e dei ragazzi che ascoltano, che apprendono e quindi ho avuto modo di confrontarmi con loro, c’è stato un confronto onesto e sincero. Sono sicuro che domani questo aspetto lo dovremo mettere in campo e lo faremo”.
“Io nella mia testa ho la partita di domani sera. Meglio giocare ogni tre o quattro giorni, soprattutto dopo risultati così netti. Abbiamo analizzato in maniera lucida e attenta, ci si sofferma e si discute dei vari aspetti, sia quello tecnico sia quello mentale. Ribadisco che c’è stato un confronto onesto ed è stato importante per tutti”.
Vi siete dati spiegazione per questa difficoltà emotiva? Diego Carlos ha fatto fatica, mentre Lontani ha dato la scintilla.
“Lontani è sempre una tentazione nei miei pensieri, ha determinate caratteristiche sia come interno sia come attaccante. Diego Carlos, mi aspetto tanto da lui, per la sua esperienza e per ciò che ha fatto vedere negli anni. Non dobbiamo dimenticarci che ha dovuto allenarsi molto da solo, quindi è stato sottoposto a un cambiamento di metodologia e può essere in difficoltà ma il suo valore non si discute. È una squadra giovane, che ha un’energia importante sotto il profilo della quotidianità. È naturale che se vado ad analizzare abbiamo preso gol subito, questo aspetto può essere un condizionamento essendo una squadra giovane. Su questo ho cercato di martellare coi ragazzi, per far sì che non succeda più”.
Difficoltà nel difendere a blocco basso, come avete visto i gol subiti contro il Torino?
“I gol sono stati analizzati, il cambiamento di quello che sto portando non è immediato. I numeri sono importanti ma non indispensabili, quando perdi 3-0 lasciano il tempo che trovano, ma cerco di studiarli. Abbiamo alzato il baricentro e la pressione, siamo arrivati a calciare molte volte: è normale concedere qualcosa, ma non deve essere una paura, deve essere il saper gestire certe situazioni. Per quanto riguarda il Torino, abbiamo preso gol troppo facili, i ragazzi lo sanno e siamo andati a correggerli”.
Sull’attacco: manca qualche centimetro là davanti? Come si risolve questo problema?
“Quando mi riferivo al cambiamento nelle caratteristiche dei giocatori è proprio questo. Serve cercare di mettere nelle condizioni migliori i giocatori che ho: alzare il baricentro, portare di più il pallone, il cambiamento nel gioco totale… Mi riferivo proprio alle caratteristiche dei giocatori che ho: Frigan, Romero, Lontani, Elphege sono giocatori di movimento, non abbiamo un punto di riferimento. Sto cercando di trovare soluzioni per andare incontro alle caratteristiche dei miei giocatori”.
