Roberto De Zerbi, allenatore del Tottenham, ha rilasciato una breve intervista a La Repubblica; tra i temi trattati la salvezza del Tottenham e la replica sul caso Greenwood. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.
SALVEZZA DEL TOTTENHAM – “Per la qualità dei giocatori, come hanno dimostrato anche in Champions contro l’Atletico Madrid. Purtroppo la mia avventura non è iniziata bene perché si è appena fatto male Kudus, che, per le sue caratteristiche, sarebbe stato perfetto per me. Abbiamo tantissimi infortunati. Ma ho ottimi attaccanti, e dobbiamo metterli in condizione, da Kolo Muani a Solanke, da Xavi Simons a Richarlison. Ce la dobbiamo fare comunque. Si parla troppo di tattica e schemi, mentre il lato più importante del calcio è quello mentale”.
GIOCO – “Ho parlato con i calciatori uno a uno. Gli passerò due o tre idee, non troppe. L’importante è che giochino sereni. Voglio rivedere il Tottenham di Ange Postecoglou. Lo stile è una parte del mio gioco, l’altra è il carattere, la personalità, e ovviamente l’organizzazione con o senza palla. Dobbiamo avere lo spirito giusto”.
CARRIERA – “La mia storia parla chiaro: ho rinunciato a un sacco di soldi nella mia vita perché al primo posto ho sempre messo il lavoro. Marsiglia per me era un posto speciale, e non ho ancora salutato i tifosi perché non volevo fare polemiche: a febbraio, per me era meglio stare a casa. Poi ho scelto il Tottenham perché mi piace il Dna del club: qui si gioca a calcio. Dobbiamo tenere innanzitutto palla, perché così si vince: se ciò significa subire un gol in più, pazienza. E comunque, resterò anche se retrocederemo”.
CASO GREENWOOD – “Mi spiace se qualcuno si è sentito offeso. Eppure, per me questo è un argomento molto sensibile. Mi tocca in prima persona, anche perché ho una figlia, io contro la violenza sulle donne mi sono sempre schierato e non accetto neanche le battute sessiste. Sono dispiaciuto di queste accuse. I tifosi accetteranno le scuse perché io questo argomento non lo riaprirò più. Non è corretto tornarci”.
