🔥 Roma, Gasperini: “Quando vinci così nel finale, è il segnale che il gruppo ci crede. Su Dybala e Wesley…”

Gasperini, tecnico della Roma, ha parlato nel post gara contro l’Atalanta, gara vinta per 2-1 in un finale infuocato. Queste le sue parole a Sky Sport e DAZN, riprese da vocegiallorossa.it:

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Lei parla spesso di gruppo coeso e resiliente. Contro una grande squadra come l’Atalanta, questa vittoria assume ancora più significato?
«Beh, direi di sì, proprio perché abbiamo giocato contro una squadra forte. Ci siamo trovati in svantaggio probabilmente al primo tiro, dopo un primo tempo a senso unico. Poi, in queste partite, con questo caldo, corri il rischio di attaccare con continuità, di non trovare il gol e poi l’avversario, spendendo meno dal punto di vista atletico, quando trova un po’ di spazio può segnare e la partita diventa difficile da rimontare. Siamo stati bravi fino alla fine, anzi nel finale abbiamo avuto delle opportunità importanti. Certo, quando vinci così, negli ultimi minuti, quando perdi fino a tempo scaduto e poi addirittura ribalti la partita e vinci, è chiaro che sono segnali che il gruppo ci crede, che la squadra ci crede e che c’è anche della qualità».

Ha lasciato appena il 36% di possesso all’Atalanta. In totale, come produzione offensiva, ci sono stati 39 tiri della sua squadra. Le chiedo però quanto abbiano inciso i cinque cambi nel dare quella freschezza fino all’ultimo respiro.
«No, è stato importante, chiaramente, perché, come ho detto prima, quando continui ad attaccare così spendi tante energie e poi, senza riuscire a trovare il gol, c’è il rischio che la partita prenda un’altra piega e che tu non abbia più la stessa forza che avevi magari nel primo tempo. Sono stati importanti anche i cambi dietro, come è entrato Balerdi e come è entrato Ghilardi, perché loro stavano ripartendo in maniera pericolosa. Invece, con l’ingresso di loro due, siamo tornati ad avere continuità di azione. Poi, vabbè, Carnesecchi è stato straordinario. Noi nelle conclusioni e anche nel reparto offensivo questa sera siamo stati bravi, ma con un po’ meno cattiveria del solito. Anche tanti tiri erano abbastanza lenti, non con la determinazione giusta, e ne abbiamo creati davvero tanti. Poi siamo stati premiati alla fine».

Castro mi è piaciuto tantissimo, per come è entrato, per lo spirito e per il modo in cui si è reso pericoloso. Nella sua testa c’è anche l’idea di vederlo insieme a Malen o, in questo momento, sono l’uno l’alternativa dell’altro, perché preferisce non toccare il sistema con i due giocatori di fantasia alle spalle della prima punta?
«È un’idea per il futuro. Possono coesistere, sicuramente. Possono giocare insieme. Vedremo, stiamo facendo adesso delle valutazioni. Avremo tante partite e sicuramente, dopo la sosta, ci sarà un calendario con una continuità di gare difficili contro grandi squadre e con tre partite ogni settimana per tantissime settimane. Quindi ci sarà la possibilità per tutti e anche di variare questi sistemi di gioco. Devo dire che è entrato molto bene anche Soulé: è stato altrettanto determinato. Anche Molina ci ha dato un po’ di qualità. I cambi sono stati bravi, ma questo è quello che stavamo cercando di completare in questa squadra, ovvero avere anche delle alternative che potessero dare un aiuto importante nell’arco delle partite».

La mia impressione è che stasera sia arrivata la certificazione che, con l’inizio di un calendario molto intasato e l’avventura europea, quest’anno abbiate molta più qualità e molta più quantità di qualità in rosa. È corretto?
«Come numeri no, perché rispetto all’anno scorso ci mancano due o tre giocatori numericamente. Però qualitativamente sì, sicuramente. L’ingresso di questa sera lo dimostra: in panchina avevo ancora De Roon, avevo ancora Koulierakis, avevo altri giocatori importanti. Ho Pellegrini fuori, che recupereremo. L’importante è non avere infortuni, perché numericamente non abbiamo una rosa da Champions League. Però qualitativamente possiamo permetterci di fare dei cambi senza subire un calo».

Problema all’adduttore per Dybala stasera?
«No, alla fine è rimasto in campo. Chiaramente, nel finale, chi ha giocato 90 minuti era un po’ affaticato. Anche Wesley ha avuto qualche crampo, però c’erano condizioni climatiche veramente difficili e quindi giocare anche in queste situazioni, dover inseguire e dover rimontare una partita ti fa spendere molto di più».

 

 

By Pasquale Ucciero

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