Ruben Amorim, allenatore del Milan, ha parlato alla vigilia della sfida con la Juventus. Di seguito le sue parole
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Secondo te è normale il calendario che avete?
“Io non ho mai avuto una sequenza di partite del genere in una fase così cruciale della nostra stagione. Non ho mai visto niente del genere nemmeno in Premier League, non sto parlando del campionato portoghese. Sarà dura, ma possiamo ruotare e ruoteremo, e ogni calciatore giocherà; e anche questo è un buon segno. È per questo che ho avuto questa sensazione riguardo al numero di giocatori di cui abbiamo bisogno, specialmente fino a gennaio, per capire chiaramente cosa succederà. Ma ad essere sincero, ci sono alcuni momenti nella nostra stagione che non ho mai vissuto nemmeno in Premier League”.
I giocatori in settimana hanno parlato molto bene di lei…
“Cerco di farlo perché, fuori dal campo, sono degli esseri umani e io sono il leader di quello spogliatoio; quindi ho il dovere di aiutarli non solo nel calcio, ma anche nella vita. Penso che sia mio compito aiutare i miei giocatori. In campo, però, dobbiamo lavorare davvero duro, perché non c’è altro modo per vincere le partite e noi abbiamo bisogno di titoli. Per questo cerco di essere esigente durante le sessioni di allenamento e in palestra. Presto attenzione a tutto: a cosa mangiano, a come lavorano. Poi però, al di fuori, sono un ragazzo in più che vuole aiutarli, con le loro famiglie, cercando di capire anche il lato umano del giocatore, perché questo può aiutarmi a essere un allenatore migliore”.
È una vigilia particolare e si vede anche dalla presenza qui di Cardinale e Calvelli. Qual è l’idea che hai di questa squadra?
“Parlo con Cardinale e Massimo Calvelli ogni giorno, quindi per me è una cosa normale: fa più notizia per voi giornalisti. Certo, non è usuale averli in conferenza stampa, ma per me è una giornata come un’altra. Per quanto riguarda il calciomercato, la prima cosa che voglio dire è che sono davvero contento del lavoro che abbiamo fatto. Se guardiamo tutti i nomi, penso che chiunque possa confermare che abbiamo acquistato alcuni elementi di primo livello, che ci daranno una grande mano sia durante questa stagione che in futuro: ed era proprio questo il nostro obiettivo. Ci tengo anche a sottolineare il nostro modo di lavorare all’interno del club. Dobbiamo essere tutti allineati sui profili da portare qui: se qualcuno tra me, l’allenatore, l’area scouting, la proprietà o l’amministratore delegato non è convinto, preferiamo fermarci a riflettere, approfondire la ricerca e valutare meglio ogni singola decisione. Per noi è fondamentale remare tutti dalla stessa parte: su ogni giocatore ingaggiato c’era la totale convergenza di tutti, e siamo certi che faranno bene qui.
Perché il reintegro di Tomori?
Su Tomori la questione è semplice. Abbiamo avuto un problema con Gabbia e non sappiamo ancora come evolverà la situazione, un po’ come era successo con Gila durante la preparazione estiva. Guardando il nostro calendario, ci attende un ciclo con quattro partite nell’arco di soli dieci giorni, quindi dovevamo tutelarci: ci siamo semplicemente messi al sicuro. In più, Tomori si stava già allenando bene, è in un’ottima condizione fisica, vanta esperienza e conosce già il nostro ambiente. Alla fine la priorità resta sempre la squadra: la scelta migliore per il gruppo era reinserire Tomori in rosa, ed è stata una decisione tecnica e tattica del tutto naturale”.
Che voto darebbe al mercato del Milan? Non sarebbe stato meglio prendere un vice Ramos?
“I miei giocatori sono i migliori al mondo, quindi non dirò che è da otto o da nove: ogni giocatore che abbiamo acquistato è perfetto per la nostra squadra, quindi do un dieci. Ho la squadra migliore del mondo. Poi, naturalmente, si può sempre analizzare la situazione e pensare che magari due attaccanti con caratteristiche diverse insieme avrebbero fatto comodo. Non sappiamo cosa succederà, forse saremo un po’ corti in quel ruolo, ma penso di aver già risposto in parte a questa domanda nella scorsa conferenza stampa: dobbiamo dare spazio a Camarda. Penso che possiamo giocare anche con tre elementi davanti capaci di ruotare; come vedete qui si gioca molto a uomo e a volte cambiare le caratteristiche della punta con un profilo più simile a Pulisic, per esempio, può aiutarci in determinate partite. Cercherò quindi di gestire tutti i miei giocatori, ma non esiste al mondo una squadra che abbia le caratteristiche adatte per ogni singola situazione della stagione. Noi cerchiamo semplicemente di fare del nostro meglio. Credo che la rosa sia equilibrata; dovremo fare affidamento su Camarda, che avrà il suo spazio, e vedremo come andrà. Tutto dipende dai risultati: se vinci le partite va tutto bene, se le perdi diventa tutto un problema. Ma questa è la realtà per qualsiasi allenatore. In ogni caso, ci tengo a ripetere che sono davvero felice della squadra che ho a disposizione”.
