😳 Tre miliardi di persone potrebbero non vedere il Mondiale: Cina e India non hanno ancora ottenuto i diritti

Il Mondiale 2026 è ormai alle porte, ma c’è un dato che sta preoccupando tifosi ma non solo: la mancata acquisizione dei diritti per la trasmissione di Cina e India. Apprendiamo il punto della situazione da Goal:

“A poco più di un mese dal torno, né Cina né India hanno ancora ottenuto i diritti per la trasmissione della Coppa del Mondo 2026: nell’ultima edizione vennero annunciati più di un anno prima.

I due paesi più popolosi del mondo potrebbero non trasmettere il Mondiale. A poco di un mese dall’inizio del torneo in Canada, Messico e Stati Uniti, i diritti tv non sono assicurati in Cina e in India, nazioni che combinate contano quasi 3 miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale totale.

La FIFA non sembra preoccupata, in virtù di una nota di alcuni giorni fa che recitava ‘le discussioni in Cina e in India per quanto riguarda la vendita ⁠dei diritti dei media per la Coppa del Mondo FIFA 2026 sono in corso e devono rimanere confidenziali in questa fase’, ma centinaia di milioni di fans si domandano se riusciranno a vedere il Mondiale imminente o meno.

Da canto suo la FIFA è consapevole di quanto una mancata trasmissione del Mondiale nei due paesi più popolosi del mondo possa portare a conseguenze di visione tragiche”.

By Demetrio Oriolo

Durante il percorso di formazione classica ho sviluppato l'interesse per il giornalismo. Mi sono immerso nel mondo dell'informazione nel 2016, prendendo parte ad alcuni progetti in via di sviluppo, salvo poi continuare questo percorso di formazione e di crescita lavorando per prestigiosi progetti quali "Il Calcio Calabrese", "Calciomercato Report", "La Politica del Popolo" e "Calciatori Ignoranti". Sono uno dei fondatori del blog "Carpe Ideam". Nel corso degli anni ho collaborato con le testate "La Notizia Sportiva", "Pianeta Serie B" e "Calabria Live" e con il blog "Pianeta Champions" nel ruolo di editorialista. Vanto diverse pubblicazioni con "Il Quotidiano del Sud".

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