Michele Di Gregorio è tornato “Uomo DiGre”, la versione che aveva incantato la Serie A quando difendeva i pali del Monza e che gli ha permesso di vivere il salto alla Juventus. Ecco quanto scritto in merito dal Corriere dello Sport: “Alla fine, il confronto diretto l’ha vinto il suo dirimpettaio, Thibaut Courtois, che ha ottenuto l’ennesimo clean sheet della carriera con il Real Madrid murando Gatti, Vlahovic e Kostic, autori delle tre principali occasioni della Juve. Ma al Bernabeu è stata certamente anche la notte di Michele Di Gregorio. Ha incassato, sì, la rete di Bellingham che è costata alla Signora la seconda sconfitta di fi la e la settima partita consecutiva senza vittorie ma se la squadra di Tudor è rimasta in partita fino agli ultimi secondi del recupero e ha potuto tentare la rimonta molto lo deve, oltre che alla buona prova generale, anche al suo numero uno. Che nel tempo madrileno è tornato in versione “Uomo DiGre”, soprannome ideale per evidenziare le qualità del ventottenne milanese, eletto miglior portiere della serie A nella stagione 2023- 24, proprio prima di fare il salto in alto in bianconero. Al Bernabeu, Michele si è ripreso la porta bianconera e non poteva esserci teatro migliore per dare un calcio alle critiche. Nelle ultime settimane infatti l’ex Monza aveva dovuto parare anche i dubbi e i giudizi negativi nati dopo qualche affanno nelle due partite con Inter e Borussia Dortmund. La Juve ha incassato sette reti in due gare e in un paio DiGre non è sembrato esente da colpe, così erano iniziati i processi, i paragoni con il recente passato e i ragionamenti sulla bontà di salutare in fretta Szczesny. Tanto che pure Tudor aveva pubblicamente difeso il suo giocatore: «È un gran bel portiere, sarà sempre il titolare». Così è stato, tranne che a Villarreal quando, per la prima volta in stagione, il turnover ha riguardato pure la porta ed è toccato a Perin, peraltro autore egli stesso di una buona prova. Adesso, se mai ce ne fosse bisogno, è arrivato il riscatto. Il sorriso di Michele è rimasto a metà perché le sue prodezze non sono riuscite a evitare la sconfitta ma non possono essere cancellate, considerando il bombardamento del Madrid, capace di 28 tiri complessivi […]”.
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