Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, ha concesso una lunga intervista a DAZN, in cui ha avuto modo di parlare della complicata stagione attuale e degli obiettivi per il futuro. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti, riportate da Il Messaggero.
OBIETTIVI – “Torneremo presto a competere per le prime cinque posizioni del campionato. Ne sono straordinariamente convinto. Tutte le stagioni sono difficili. Questa è stata forse più complicata perché coincide con una ristrutturazione totale, radicale, dell’intero organico. Io sono uno specialista in ricostruzioni, non ho mai avuto una squadra che l’anno prima aveva vinto il tricolore. Mi sarebbe piaciuto lavorare con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson, ma probabilmente mi sarei impoltronito. Oltretutto anche loro fecero fatica a inserirsi, quando sbarcarono a Formello”.
SARRI – “Come è stato detto da Sarri e dalla società, questo è l’anno zero e serve pazienza con un nuovo ciclo di giovani di prospettiva. Non si poteva certo pensare di vincere lo scudetto o trofei né avere la certezza di centrare immediatamente l’Europa. Quando si programma, bisogna avere una visione a medio e breve termine e ci possono essere degli imprevisti. In quest’annata sfortunata abbiamo perso punti per strada immeritatamente, sia per episodi negativi sia per gli infortuni. Sarri si è ritrovato in tante gare senza 7-8 titolari e chissà con gli effettivi come sarebbe la classifica adesso, anche se chi è sceso in campo ha fatto qualcosa di straordinario”.
CALCIOMERCATO – “Ci sono state anche le entrate e noi non abbiamo messo nessuno alla porta. Ma quando hai reiterate richieste e soprattutto il pressing dei calciatori, che vogliono accettare guadagni tripli offerti dalle squadre all’estero, devi accontentarli perché è fondamentale avere solo gente motivata all’interno di un gruppo solido. Nel futuro prossimo stiamo organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio (media, tifosi, istituzioni), proprio per illustrare loro qual è il nostro nuovo percorso. È giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, di informare il nostro popolo di quello che oggi la società sta facendo perché non è più possibile giocare senza pubblico”.
