Gleison Bremer, direttamente da Perth dove la sua Juventus sta portando avanti la preparazione in vista della prossima stagione, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Le riprendiamo da Sportmediaset:
“Io non ho chiesto alla Juve di essere ceduto. Soprattutto in un momento difficoltà, sia per il club che per me, non mi verrebbe mai in mente di farlo. Sarebbe come scappare. Se un giorno mi separerò dalla Juve, magari quando sarò più avanti con gli anni, uscirò dalla porta principale a testa alta.
Sto bene. Ovviamente non sono ancora al top, visto che ho cominciato più tardi la preparazione. Ma tornerò presto in condizione, sento che la strada è giusta.
Mondiale? È stata comunque una bella esperienza. Era anche giusto che Ancelotti premiasse i calciatori che avevano conquistato la qualificazione. Pazienza. Sono ancora giovane e spero di essere protagonista nel 2030.
Il primo anno dopo l’infortunio in effetti è sempre difficile. Io non credevo a questa cosa. E pensavo di poter essere un’eccezione. Però la realtà purtroppo è questa. Il lato positivo è che adesso tutto procede bene, il mio corpo risponde come deve: me ne accorgo perché il recupero da uno sforzo è molto più veloce rispetto ai mesi scorsi. Adesso mi serve solo un po’ di continuità. Mi servono le partite.
La fase peggiore non è stata l’incidente ma il post recupero, dopo 9 mesi. Al rientro ero convinto che fosse tutto passato: invece era solo l’inizio di un altro percorso, quello che mi avrebbe riportato a essere il calciatore di prima. Sono sicuro che raggiungerò l’obiettivo. Ma ne sono sicuro oggi. Non è stato sempre così. Ci sono state situazioni di gioco in cui ho temuto di non farcela. Parlo della scorsa stagione: in campo la testa andava ma le gambe non l’assecondavano. Lì ho pensato: cavolo. Per fortuna mi sono fatto forza e ne sono uscito”.
