Fabio Capello, uno dei tecnici italiani più vincenti e influenti della storia, ha offerto il suo punto di vista in merito alla questione della nazionale italiana. Offerte a La Gazzetta dello Sport, riprendiamo le sue parole da TMW:
“Maldini e Leonardo? Me lo aspettavo. Dopo aver promesso loro tanto, si sono sentiti usati. Si hanno caratteri forti, ma non credo avessero bisogno di essere protagonisti: avevano accettato dopo essere stati assicurati sull’indipendenza delle scelte, quindi conoscendoli mi sembrano normalissime le dimissioni.
Pirlo? A me piaceva, era un’idea nuova: solo cercando vie nuove si può far qualcosa di diverso, altrimenti si torna indietro. Hanno cercato queste altre vie, adesso si prende la scorciatoia per tornare sulla stessa strada.
Dall’Italia che deve fare qualcosa di italiano, senza andare a copiare nessuno perché non siamo capaci. Però c’è un aspetto molto importante. Quello che era il programma, che probabilmente avevano previsto Leonardo e Maldini quando parlavano di un orizzonte di 8-10 anni, era la cosa più giusta.
Cominciando a non prevedere le classifiche nella scuola calcio, vietando fino ai 14-15 anni di fare tattica. E chi non è capace di allenare, che non faccia l’allenatore. Serve riproporre la libertà di pensiero e di gioco ai ragazzi.
Per me resta solo un nome: quello di Antonio Conte. Mi sembra incredibile che possa tornare dopo averla lasciata in quel modo. Non discuto la bravura di Mancini, ma quello che ha fatto per me è molto grave“.
