Come riporta Martyn Ziegler di The Times, tutte le nazioni UEFA hanno deciso di boicottare i Mondiali maschili e femminili! Si tratta di una protesta contro il progetto di Gianni Infantino di vendere quote dei Mondiali. L’UEFA rifiuterà di sostenere qualsiasi torneo organizzato dalla FIFA.
BREAKING: Confirmation in UEFA statement: “UEFA and its national associations will not participate in FIFA competitions” pic.twitter.com/gMA57mDQHh
— Martyn Ziegler (@martynziegler) July 30, 2026
La conferma arriva direttamente dalla UEFA che attraverso un comunicato fa sapere che nessuna delle nazionali europee parteciperà alle competizioni organizzate dalla FIFA, come appunto il Mondiale del 2030, programmato in Spagna, Portogallo e Marocco.
Il comunicato integrale
Di seguito il comunicato della UEFA:
“Dichiarazione a nome della UEFA e delle sue 55 federazioni nazionali
La UEFA e le sue federazioni nazionali non parteciperanno alle competizioni della FIFA
La UEFA e le sue 55 federazioni affiliate sono unite in questa posizione. Respingiamo all’unanimità e in modo inequivocabile la proposta della FIFA di cedere quote di proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni della FIFA a investitori privati.
La Coppa del Mondo non può essere considerata un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da calciatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna sua parte dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita.
È al tempo stesso irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata elaborata in segreto e portata sull’orlo dell’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro ai quali è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta semplicemente di un grave fallimento della leadership, ma di un’abdicazione al dovere della FIFA in quanto custode del calcio mondiale.
Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irrevocabile appropriazione delle più importanti competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Non si tratta di una “decisione democratica”, bensì di una governance basata sull’intimidazione – un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la gestione del calcio mondiale.
Ma la nostra opposizione va ben oltre le mere procedure.
Nel momento in cui gli investitori esterni acquisiscono partecipazioni nelle competizioni della FIFA, il calcio cambia per sempre. Il rendimento commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori si trasformano in una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione relativa al calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve lo sport, ma da ciò che meglio serve gli azionisti.
Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il rendimento finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, dei campionati, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai rendimenti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario.
La posizione dell’Europa è chiara. Non conferiremo mai la nostra legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale di vendere ciò che detiene semplicemente in custodia per la prossima generazione.
A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale affiliata alla UEFA parteciperà a nessuna competizione FIFA fintantoché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che la proposta non venga abbandonata nella sua interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la propria governance o le proprie competizioni alla proprietà privata.
Nessuno deve avere alcun dubbio: la UEFA e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione.
Ci sono momenti in cui le istituzioni vengono giudicate non in base a ciò che sono disposte ad accettare, ma in base a ciò su cui si rifiutano di scendere a compromessi. Questo è uno di quei momenti.
Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere messe in vendita. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio. E sarà sempre così. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita.”
