🎙️ Modric: “Felice di aver giocato in Serie A. Il Milan miglior club in Italia”

Il centrocampista del Milan e della Nazionale croata, Luka Modric, è intervenuto nel corso del podcast tenuto dal noto attore Giacomo Poretti, per parlare della propria esperienza in rossonero.

Questo quanto riportato da TMW:

“Mi sento davvero bene, sono cresciuto seguendo il calcio italiano. L’Italia ha regalato al mondo del calcio alcuni dei calciatori più intelligenti come Totti, Pirlo, Baggio, Del Piero e altri ancora. Mi sento davvero bene, sono cresciuto seguendo il calcio italiano. L’Italia ha regalato al mondo del calcio alcuni dei calciatori più intelligenti come Totti, Pirlo, Baggio, Del Piero e altri ancora. I tifosi capiscono di calcio e apprezzano i giocatori tattici e tecnici. Ed è per questo che qui mi sento così bene, sono felice di aver realizzato il mio sogno di giocare in Italia in un giorno. È successo, e l’ho fatto nel miglior club in Italia, per me”. 

“Un allenatore mi diceva sempre: ‘Il talento è il 20%, il resto è il duro lavoro’. Non so se le percentuali sono davvero queste, ma il senso è che il talento è importante, ma da solo non basta. Se non lavori duramente, se non sei determinato, se non credi in te stesso e non fai tutto ciò che serve per avere successo nella vita, il talento non è sufficiente. Il talento è solo una parte, il resto è lavoro duro e molte altre cose”. 

“Allenatori? Ce ne sono stati. Non voglio nominarne solo uno perché sono stato fortunato ad aver lavorato con tanti grandi allenatori e campioni. Ho imparato qualcosa da tutti e mi hanno aiutato tanto durante la la mia carriera. Senza allenatori è difficile farcela nel calcio. Ma se devo fare un nome torno a quando ero bambino. C’era un allenatore che arbitrava le nostre partite in allenamento. E fischiava di proposito a nostro sfavore per farci innervosire. Il suo obiettivo era farci capire che nel calcio e nella vita possono succedere molte ingiustizie. E quindi devi rimanere calmo e trovare una soluzione. Per me è stato molto importante impararlo crescendo”.

“Mi è sempre piaciuto giocare contro il Barcellona quando ero al Real Madrid. Per me Iniesta… Mi piaceva tanto giocarci contro. È uno dei giocatori che ammiro di più, ma non era facile giocarci contro. Se ne devo dire uno, dico lui”. 

Giovani? Mi viene voglia di aiutarli. Oggi i giovani hanno bisogno di aiuto, ci sono così tante distrazioni attorno al calcio. E ogni tanto ho la sensazione che il calcio non sia più la priorità assoluta per alcuni giovani. Ci sono molte altre cose che vengono prima. Per la mia generazione il calcio era la priorità, era tutto. Non avevamo distrazioni. Ora invece ce ne sono tantissime e i giovani possono confondersi. Per questo serve che i giocatori esperti li guidino, per mostrargli la strada giusta e fargli capire come comportarsi per avere successo. Non basta solo arrivare ad un certo livello. Ci sono molti giocatori che ci restano due o tre anni e poi spariscono. La cosa importante è la continuità, restare ad alti livelli per tanti anni. Cerco di aiutarli dando l’esempio”.

By Pietro Urbani

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