Alla vigilia della semifinale tra Galles e Bosnia, scoppia il caso Tahirovic che ha finito per creare attriti tra federazioni, club e staff tecnici. Il centrocampista bosniaco, ex Roma, è stato uno dei punti di riferimento del Brondby nella prima parte di stagione, collezionando 27 presenze complessive. Nell’ultimo mese, però, è stato quasi sempre escluso dalle scelte dell’allenatore Steve Cooper, gallese, giocando appena 13 minuti nelle quattro gare più recenti, proprio nel periodo di avvicinamento agli spareggi.
Una coincidenza che ha alimentato sospetti in Bosnia, con il commissario tecnico Sergej Barbarez che ha parlato apertamente di una situazione sospetta: “Tahirovic mi ha riferito cose al limite dell’incredibile, probabilmente legate alla nazionalità del suo allenatore. Gli ha augurato buona fortuna per tutto, ma non per la nazionale. Gli è stato detto che tutto sarebbe tornato normale dopo la sosta”.
Secondo l’interpretazione bosniaca, il tecnico del Brondby avrebbe volutamente lasciato fuori uno dei titolari della selezione avversaria per fargli perdere ritmo partita in vista dello spareggio. Il club danese ha però respinto ogni accusa. Il responsabile della comunicazione Soren Hanghoj ha chiarito che l’esclusione è legata a motivi disciplinari e che la decisione non dipende solo dall’allenatore ma anche dalla società.
Dopo il caso mediatico, lo stesso Tahirovic ha cercato di riportare calma, contattando Cooper per chiarire e spiegando che le sue parole sarebbero state fraintese. Una polemica che conferma quanto, quando c’è in palio il Mondiale, anche ogni dettaglio possa trasformarsi in un caso. Lo riporta TMW
