Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato della disfatta della Nazionale con la Bosnia e del possibile successore di Gennaro Gattuso come CT. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.
LE DICHIARAZIONI DI LA RUSSA
DISASTRO – “Come è possibile non andare al Mondiale avendo avuto come avversari prima l’Irlanda del Nord, e abbiamo faticato, poi la Bosnia, Paese di tre milioni di abitanti? Anche con una squadra normale, senza fenomeni, dovevamo qualificarci. È incredibile”.
DIMISSIONI GATTUSO – “Io non pretendo niente, dico la mia: come si può pensare che un evento del genere non abbia contraccolpi? Poi le dimissioni le darà chi se la sente. Però certo, di errori ne ho visti eh…”.
ERRORI – “Come si fa a far tirare il primo rigore, il più importante, a un giovanissimo come Esposito, che non li tira nemmeno nell’Inter? E perché Bastoni fuori posizione per mettere Calafiori centrale di sinistra? Questa scelta ha penalizzato Dimarco sulla fascia. E poi Retegui che è sicuramente bravo ma gioca in Arabia in un campionato non allenante e fermo da due mesi. Non ho capito neanche cosa facesse sempre in campo Bonucci, finendo per fare ombra alla figura di Gattuso. E perché il Brasile può avere un grande allenatore straniero come Ancelotti e non possiamo averlo noi un Mourinho?”.
GRAVINA – “Anche qui, non tocca a me chiedere le dimissioni. Ho buoni rapporti sia con Gravina che con Lotito, suo grande rivale. Però se il ministro dello Sport Abodi le chiede, io non credo che serva attendere riunione di organi… Era la partita della vita, contro avversari abbordabili: se la perdi, bisogna ricominciare da zero”.
SUCCESSORE FIGC – “Come pure Abete, anche Malagò è bravissimo. Poi possono esserci nuove figure in crescita, altrettanto valide. Ma quel che conta è il progetto, sono le idee”.
RIFORME – “Prima cosa: regole che impongano la presenza in campo di almeno 4 italiani per 90 minuti. Una squadra compri quanti stranieri voglia, ma devono giocare almeno 4 italiani, anche perché non è che tutti gli stranieri qui sono dei fenomeni”.
