🔴🔵 Thiago Motta: “Raccolta firme per la permanenza? Penso solo al Verona. Stimo Baroni”

Thiago Motta, allenatore del Bologna, ha parlato in conferenza in vista dell’anticipo col Verona. Di seguito le sue parole riportate da TMW.

Baroni ha dichiarato che il Bologna è la squadra che gioca il miglior calcio in Italia. Bologna e Verona sono separate da molti punti in classifica ma avete entrambe un’identità precisa…
“Condivido, e inoltre il Verona è in forma. Ho grande rispetto per Baroni che considero un grande allenatore e che attualmente ha una squadra davvero difficile da affrontare. Sono in un buon momento, reduci dal pareggio con la Juventus e non ho mai visto una squadra metterli davvero in difficoltà”.

La partita dell’andata è stata una delle più complicate per il Bologna. Che soluzioni adotterete?
“Il Verona sa chiudersi ma non solo: quando vanno in avanti lavorano in gruppo, e credo che non ci aspetteranno nella costruzione dal basso. Dovremo essere bravi a costringerli ad abbassarsi, essere attenti alle ripartenze e giocare molto bene. Siamo pronti a fare una grande prestazione, credo che sarà una bella partita”.

A gennaio hanno cambiato tanto
“E’ difficile da fuori sapere cosa succede dentro a uno spogliatoio, ma l’impressione dall’esterno è che anche a mercato chiuso sono diventati più solidi e più pericolosi. Noi dobbiamo dare il 200%”.

Quanto è importante la risposta dei vostri tifosi?
“Conta tantissimo, è molto bello. Il risultato conta, lo sappiamo. Per noi si tratta di una grande responsabilità, perché giochiamo per qualcosa di più grande ovvero dare soddisfazione alla nostra gente, che viene sempre a sostenerci”.

Il Bologna è la squadra, dopo l’Inter, che è migliorata di più rispetto all’anno scorso. Pensa ci siano altri margini di miglioramento?
“Io penso alla partita di domani, a cosa dobbiamo fare e a cosa evitare per poter dare soddisfazione a noi stessi e alla nostra gente”.

C’è stata una raccolta firme per lei intitolata “Thiago resta con noi”. Che pensieri le porta?
“Ringrazio tantissimo i tifosi per il loro affetto e in particolare Giovanni Bertelli. Sono però sicuro che loro come noi pensano a domani, a fare una bella prestazione contro il Verona”.

Tra le varie caratteristiche del Bologna c’è anche la capacità di affondare il colpo nei secondi tempi
“Dipende anche dalle caratteristiche degli avversari. L’ultima è stata la Lazio che tre giorni prima aveva vinto contro il Bayern Monaco. Nel primo tempo hanno giocato tantissimo sui nostri errori e gli abbiamo concesso qualcosa. Poi però grazie al lavoro di squadra siamo riusciti a rimanere in partita e nel secondo tempo abbiamo fatto meglio perché la partita si è aperta di più e noi siamo cresciuti molto meritando la vittoria. Non credo che sia un caso questo numero relativo ai secondi tempi, ma come dico sempre ogni partita ha la sua storia. Di certo noi cerchiamo di approfittare ogni volta che il nostro avversario si apre”.

I giocatori nei secondi tempi entrano anche con la testa giusta
“Tutti in squadra si allenano molto bene, ma possiamo iniziare solo in undici. C’è però il momento dei 5 cambi, nel quale chi entra può contribuire al lavoro della squadra e spesso sono proprio i cambi che ci hanno permesso di fare la differenza”.

Come si allenato Lucumì? A che punto è il ballottaggio con Calafiori? Quali sono le differenze se gioca uno o gioca l’altro?
“Calafiori può giocare sia centrale che terzino. La concorrenza non è solo tra di loro, perché possono giocare anche insieme. Lucumì è un giocatore molto tecnico, che in uscita vede i passaggi per i compagni. Calafiori porta palla, sa inserirsi anche senza palla. Entrambi stanno molto bene e meritano di giocare. Come ho già detto, possiamo iniziare solo in 11. Sono entrambi due professionisti che non sono contenti di partire dalla panchina, ma sanno di poter fare la differenza anche a gara in corso”.

Contro la Lazio si è vista la grande maturazione di Urbanski
“Urbanski ha giocato spesso in un ruolo non suo. Con noi ha fatto l’esterno di sinistra, di destra, la mezzala. E’ un ragazzo che sente il gioco, che sta migliorando perché è consapevole delle sue possibilità. E’ stato in grado di guadagnarsi giorno dopo giorno il rispetto dei suoi compagni. All’Olimpico è entrato con consapevolezza, nonostante la giovane età. E’ un grande lavoratore e sembra non sentire mai il dolore. Grazie a questo atteggiamento è riuscito a conquistare la fiducia dei compagni, che hanno capito di che pasta è fatto”.

La crescita di tanti giocatori è evidente, e di tutto quello che avete creato
“Io vivo in modo fantastico tutte le emozioni di questo lavoro, le percepisco tutte al 200% sia quando le cose vanno bene che quando vanno male. I ragazzi fanno cose fantastiche in partita, e mi diverto anche io. Il momento che mi da più soddisfazione quando sono in panchina è la voglia che mettono in campo, soprattutto quando devono recuperare palla”.

E’ più bello il gol di Zirkzee con la Lazio o quello di Folorunsho con la Juve?
“Se si guarda solo il gol quello di Folorunsho, se si guarda l’azione dico quello di Zirkzee”.

Quando andrà a decidere il suo futuro, peserà l’aspetto del calore che questa città le sta dimostrando?
“Non sono solo un professionista, sono umano. Io non penso di dimostrarmi tutto questo, ma sono grato a tutte queste persone. In tutte le decisioni che prendo influiscono anche le mie emozioni”.

Che cosa resta in lei del Brasile e cosa della Spagna? Che ricordo ha di Preziosi?
“Qualcosa della mia educazione brasiliana rimane e rimarrà sempre. In Spagna ho passato una parte importante della mia crescita come giocatore e come persona, perché ho conosciuto una cultura diversa e questo mi ha aperto la mente. Preziosi? Sono molto grato a lui e a quello che ha fatto per me. Mi ha voluto a Genoa dopo diversi infortuni, perché lui mi ha voluto fortemente. Poi a Genoa sono stato allenatore… Non ho nessun rimpianto di quell’eperienza perchè se anche mia moglie mi diceva di no, io ero convinto di quello che stavo facendo. Quell’esperienza mi fatto imparare molto, e lo ringrazio per l’opportunità che mi ha dato”.

By Alessio D'Errico

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