L’attaccante statunitense Folarin Balogun potrà scendere in campo lunedì al Seattle Stadium nella partita degli ottavi di finale della Coppa del Mondo tra gli USA e il Belgio, come conferma ufficialmente la FIFA.
Domenica la Commissione Disciplinare della FIFA ha fornito un aggiornamento sulla situazione del 25enne attaccante nato a New York, autore di tre gol con la maglia degli Stars & Stripes in questa edizione del torneo mondiale.
“Ai sensi dell’articolo 27 del FDC, l’applicazione della squalifica automatica per il giocatore statunitense Folarin Balogun è sospesa per un periodo di prova di un (1) anno.” Balogun era stato espulso al 64° minuto della partita dei sedicesimi di finale contro la Bosnia-Erzegovina, vinta dagli Stati Uniti per 2-0, a causa di un grave fallo di gioco su Muharemovic.
Il caso CR7 fa giurisprudenza
Quanto successo con Balogun trova un precedente in CR7, espulso per una gomitata all’avversario durante il match di qualificazione contro l’Irlanda e punito con una squalifica di tre giornate, una scontata contro l’Armenia e le altre due sospese con la condizionale per un anno, ai sensi del citato articolo 27 del FDC. Ciò ha permesso al campione portoghese di scendere in campo nelle prime due gare del girone.
Anche Garrincha fu graziato nel ’62
Lo stesso motivo che ha permesso a Garrincha di scendere in campo in finale nel ’62 nonostante il rosso rimediato. L’eroe della campagna cilena nel 1962 fu graziato laddove altri giocatori espulsi, invece, non hanno potuto beneficiare della stessa grazia. Durante la semifinale dei Mondiali del 1962 tra Brasile e Cile, Garrincha fu espulso all’83’ dall’arbitro peruviano Arturo Yamasaki per aver reagito a un fallo. La sanzione avrebbe dovuto comportare la squalifica automatica per la finalissima, ma la FIFA appunto sospese la decisione.
Il Brasile fece enormi pressioni politiche e diplomatiche per permettere al suo fuoriclasse di giocare la finale contro la Cecoslovacchia. La Commissione Disciplinare della FIFA, grazie a un rapporto “morbido” dell’arbitro che non aggravò la sua posizione, permise a Garrincha di scendere in campo nella finalissima, risultando decisivo per la vittoria del secondo titolo mondiale consecutivo del Brasile.
