Francesco Totti, leggenda della Roma, ha rilasciato una breve intervista al Corriere della Sera in cui è tornato a parlare delle emozioni e del periodo difficile vissuti dopo il ritiro dal calcio giocato. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.
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ADDIO AL CALCIO – “Strano, dieci anni dopo torno a rivivere le stesse emozioni, gli stessi pensieri, gli stessi ricordi. In quel momento io ripensavo ai miei venticinque anni di carriera. Ero circondato da tante persone, ma era come se fossi solo. Ero chiuso nel mio unico pensiero: da domani la mia vita sarà diversa. Non riuscivo a capire quello che mi stava succedendo”.
EMOZIONI – “Da una parte più bello, perché mi aspettava, oltre quella porta, una festa clamorosa, unica. Ma dall’altra c’era tanta malinconia, perché finiva la mia carriera. Ero morto dentro, perche per noi calciatori, quando finisce il campo da gioco, cambia tutto, si chiude un ciclo della vita. Ero frastornato, non mi riconoscevo”. E la mattina dopo “ero incredulo”. Non accettavo di aver smesso. Che quella routine alla quale ero stato abituato per tutta la mia vita, fin da ragazzino, improvvisamente fosse finita. Ripensavo alla sera prima, alla cena con amici e parenti, alla Roma che si era qualificata per una Champions che avrebbe disputato senza di me”.
DEPRESSIONE – “C’è stato un momento in cui ho rischiato la depressione. Che è una parola pesante, che spaventa. Ma non riuscivo a ritrovare il senso delle cose. Noi calciatori siamo abitudinari, la nostra vita è scandita in modo regolare. Improvvisamente arrivava il vuoto. Mi sentivo solo in mezzo all’oceano. Mi sembrava che il vuoto mi soffocasse. Non ero pronto, improvvisamente mi mancava la terra sotto ai piedi”.
