Secondo quanto raccolto dalla Gazzetta dello Sport, i nomi in lizza per il ruolo di CT della Nazionale italiana si sono ridotti ad appena due: da una parte c’è Roberto Mancini, dall’altra Antonio Conte. Entrambi hanno già ricoperto l’incarico, entrambi sono liberi e considerano la prospettiva azzurra la più importante del loro futuro. Sullo sfondo resta Claudio Ranieri, che meno di un anno fa doveva assumere l’incarico ma ci aveva ripensato per rispettare il ruolo di Senior Advisor della Roma. Resta disponibile, ma non dovrebbe essere la sua partita. Anche Pep Guardiola resta una suggestione, ma poco più.
Mancini e Conte, sarà questione di soldi?
Per quanto concerne Mancini e Conte al momento la discriminante è proprio quella economica. A seguito del “tradimento” dell’estate del 2023, quando lasciò l’incarico di commissario tecnico per accordarsi due settimane dopo con l’Arabia Saudita, il Mancio è pentito e disposto a tutto per redimersi. Accetterebbe la Nazionale anche a cifre “minime” per il prestigio del ruolo: basterebbero 2 milioni annui. L’ex allenatore del Napoli, che in terra partenopea guadagnava circa 8 milioni annui, non intende invece fare sconti. L’ex presidente FIGC Carlo Tavecchio all’epoca dell’ingaggio arrivò a offrirgli 4,5 grazie a un accordo con lo sponsor tecnico Puma. Solo con simili “operazioni creative” ci sarebbe la possibilità di soddisfare le richieste dell’allenatore.
