Donyell Malen, protagonista assoluto nella Roma di Gasperini, si è raccontato ai microfoni del podcast “Tutti in piazza”. Riprendiamo le sue parole da TMW:
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“L’intesa con Dybala? Dal primo o dal secondo allenamento insieme. Penso sia una combinazione delle due cose. A volte mi muovo bene io, altre volte è lui a giocare un ottimo pallone. E qualcosa che cerchiamo di sfruttare per essere pericolosi durante le partite.
Penso sia un po’ tutto questo. Naturalmente, ormai ho giocato tanto a calcio nella mia carriera e credo di essere nel posto giusto, con le persone giuste. Sento molta fiducia da parte dell’allenatore e dei miei compagni. Credo che tutti questi fattori insieme creino le condizioni ideali per riuscire a rendere al meglio e dare il massimo. Penso che tutti mi stiano aiutando in questo.
Ho voluto lasciare l’Aston Villa. La Roma è un grandissimo club. Direi che sono stato io, perché volevo giocare. Volevo essere in una squadra nella quale poter scendere in campo ogni fine settimana e avere un ruolo importante.
Credo soprattutto quanto sia grande questo club. Mi hanno colpito i tifosi, i miei compagni e la passione che abbiamo tutti per portare questa società al successo. È una passione che sento anch’io. È davvero un grandissimo club, con persone straordinarie. Penso che la prima partita sia andata molto bene. Naturalmente segnare una tripletta è stato importante, ma credo che, come squadra, siamo molto forti e uniti in campo. Anche contro l’Inter, nonostante non abbiamo vinto, ho avuto ottime sensazioni. Sono momenti sui quali possiamo costruire qualcosa e provare davvero a fare qualcosa di speciale.
Gli allenamenti di Gasperini? Sono davvero molto duri. Tutti sono in forma e io mi sento molto bene fisicamente. Si, per me è quella centrale. Credo sia la posizione nella quale mi sento più a mio agio e nella quale riesco a essere più pericoloso. Penso che si stia vedendo anche qui alla Roma.
Qui, quando in estate ci sono quaranta gradi, a volte bisogna rallentare il ritmo della partita. In Inghilterra, invece, non facendo così caldo, si può giocare a ritmi molto più elevati, con continui ribaltamenti di fronte, quasi come nel ping-pong. Alcune squadre si organizzano in maniera differente. Per esempio, sanno difendere con cinque giocatori e costruire un blocco difensivo molto compatto, che diventa difficile da superare. È una grande differenza rispetto all’Inghilterra, dove si tende maggiormente a giocare uomo contro uomo e ad attaccare, con partite più aperte. Qui non è sempre così.
Chi segnerà più gol tra me e Lautaro Martinez? Direi io, ma non sono concentrato soltanto sui gol. Voglio aiutare questa squadra e questo club. Per me non è soltanto una questione di segnare. È molto facile parlare dei gol realizzati, ma un calciatore può fare molto altro per aiutare la squadra“.
