L’avvocato Grassani ha parlato del caso arbitri che negli ultimi mesi è stato al centro del dibattito. Queste le sue parole, riprese da fcinter1908.it:
“Come finirà l’inchiesta arbitri? Tanto rumore per nulla, tanto tuonò che non piovve. Diciamo che sicuramente la montagna ha faticosamente partorito un topolino, niente di più. Se pensiamo che il telefono di Gianluca Rocchi è stato intercettato per oltre un anno, ove mai ci fosse stata una telefonata con un dirigente o un presidente societario, questa non sarebbe stata utilizzata dalla Procura nella contestazione agli indagati? Eppure di tutto questo non vi è traccia. Questo concorso solo ipotizzato dalla Procura per ora è risultato assolutamente indimostrato e l’esito dell’indagine, se avrà un seguito, potrà riguardare esclusivamente il settore arbitrale. Ma anche da questo punto di vista nutro forti dubbi a livello penale. Io non credo possano esserci estremi penalmente rilevanti a carico di chicchessia. Se ci ricordiamo com’è nata l’indagine, da un esposto di un avvocato padre e tifoso che durante una gara vide un’azione non adeguatamente valutata e presentò un esposto alla Procura, poi ulteriori segnalazioni di arbitri dismessi, questo dà la misura di quello che può essere stato l’habitat nel quale l’indagine è nata e chi poi l’ha coltivata. Credo di poter dire con ragionevole certezza che a livello calcistico e societario di dirigenti non ci siano rischi. Calciopoli rimane una pagina sepolta, se non ancora viva nelle chiacchiere da bar: non ha nulla a che fare con questa vicenda”.
