‼️ Seba Esposito: “Pio? Da piccolo io e Salvatore l’avevamo convinto a fare il portiere”

L’attaccante del Sassuolo, Sebastiano Esposito, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Vivo Azzurro TV.

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Ecco le sue parole riportate da TMW:

“Cosa ci ha detto Mancini? Di godercela. In generale venire in Nazionale è strepitoso e a volte fatichi a godertela per le emozioni che provi. Farlo con tuo fratello è ancora più bello, ci ha dato suggerimenti di campo per rendere meglio”.

L’ESORDIO – “Sicuramente aiuta, per come viviamo il calcio in Italia. Sarà un’emozione ancora più bella, ma a prescindere da casa o fuori ci teniamo a fare benissimo e cercheremo di portare a casa punti”.

LE CANZONI NEL BATESIMO AZZURRO – “I primi quattro sono andati malissimo, ho pensato di fare il quinto così non potevo fare peggio di loro”.

L’UNDER 21 – “Fondamentale e bellissimo. Per capire ancora di più l’importanza della nazionale, non che ce ne fosse bisogno, però entrare nel giro e iniziare a fare competizione. Io ho fatto un Europeo Under 17 e ho perso una finale: qui da piccolo ti insegnano gli onori e gli oneri della Nazionale. Capirlo da piccoli ti porta avanti, verso la vita e lo stemma che stai indossando. Emozione sicuramente diversa, anche se di tornei con l’Inter ne abbiamo fatti entrambi (si riferisce al fratello Pio) e siamo stati fortunati sotto questo aspetto. Rappresentare la tua Nazione però è tutt’altra cosa”.

PIO – “Da piccolo lo mettevamo sempre in porta: era basso, facevamo un po’ di nonnismo io e Salvatore. L’avevamo quasi convinto a fare il portiere. Menomale che non è successo”.
LE ORIGINI – “Per noi è un orgoglio venire da Castellammare. Abbiamo visto e girato tante città belle, soprattutto io, anche all’estero. Ma rimane la città più bella del mondo, alla quale siamo più legati. Ogni volta che possiamo tornare, lo facciamo. E aiutiamo le persone di lì”.

LA FAMIGLIA – “Siamo fortunati. Grazie alla nostra famiglia, brava a costruire e a rendere più forte tra noi. Non ci sono mai stati litigi, però siamo sempre stati molto legati tra di noi. Un legame costruito sulla base dell’amore. Ma quando Pio sbaglia un gol lo prendiamo in giro. E capita spesso (ride, ndr)”.

IL CAMPO –  “Prima di venire qua siamo stati a Cicerone e Pio non si ricordava il campetto prima, era in cemento. Io avevo 4-5 anni, lui 2, e il Comune l’ha rifatto. Con il passare degli anni si è rovinato, nessuno l’ha voluto rimettere a posto, ma per noi è stato la nostra infanzia. Tutti i momenti e i minuti della nostra infanzia li abbiamo passati lì dentro. Tornavamo da scuola calcio mamma urlava. Noi avevamo e abbiamo questa passione. Il campetto ci ha aiutato tantissimo. Vogliamo riportare i ragazzi sulla retta via oggi, è facile prendere la brutta strada. Il campetto come sfogo. I bambini giocano insieme a noi. Se vediamo un pallone, ci buttiamo dentro. Poi è stato fatto bene il campo”.

LA NAZIONALE – “L’emozione è tanta, non vediamo l’ora di arrivare a venerdì. Vogliamo affrontare questa emozione e abbiamo la fortuna di avere entrambi un pizzico di incoscienza”.

By Fabio Tognini

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