Non si placano le polemiche attorno all’Iran, impegnata al Mondiale. Il ministro dello Sport e della Gioventù della Repubblica Islamica, Ahmad Donyamali, ha dichiarato che il team manager della nazionale avrà il dovere di interrompere la partita qualora negli stadi dovessero comparire bandiere non ufficiali o venissero scanditi slogan di protesta.
“Se dovessimo vedere una bandiera o un simbolo diverso da quello della Repubblica Islamica dell’Iran, o se venissero intonati slogan che violano le norme — ha dichiarato Donyamali, citato da France Presse — il dirigente della squadra avrà certamente il dovere di interrompere la partita”.
Il ministro – riprende Sky Sport – ha aggiunto che la responsabilità di gestire eventuali episodi ricade sugli organizzatori del torneo, sottolineando che l’Iran sarà “estremamente sensibile” all’esposizione di qualsiasi simbolo non ufficiale durante le proprie gare. Una posizione che riflette quanto accaduto nei mesi scorsi, quando il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, aveva scritto al presidente della Fifa chiedendo misure preventive per evitare simili situazioni. Afp ricorda che il regolamento della Fifa vieta i simboli politici durante le partite dei Mondiali.
