Il CT della Nazionale Italiana, Rino Gattuso, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della gara contro l’Irlanda del Nord. Queste le sue parole, riportate da gianlucadimarzio.com:
“C’è un buon umore, sono stati tre giorni belli. Domani abbiamo una partita importante, sappiamo tutti cosa ci giochiamo, è giusto arrivare carichi e sentire un po’ di responsabilità e tensione. Loro fanno pochissime cose ma credono fortemente in tutto quello che fanno. Bisogna essere bravi e forti mentalmente, saper soffrire e stare là, poi quando abbiamo palla riuscire a portare i giocatori negli ultimi 16-20 metri e metterli in difficoltà“.
Sugli infortuni e le condizioni di Bastoni, in particolare, ha commentato: “Dall’inizio? Vediamo, merito a lui. Anche Scamacca ha fatto un lavoro a parte, ma c’è la voglia di questi ragazzi di mettersi a disposizione e riuscire a stringere i denti: le valutazioni sono queste. Sicuramente è la partita più importante, mi gioco tanto, sono ancora giovane e ho un paese sulle mie spalle. Non vi nego che in questi sette mesi mi è stato detto ogni giorno ‘Mister portaci al Mondiale’. È la partita più importante della mia carriera“.
Gattuso in conferenza: “Le parole di Lippi mi hanno emozionato”
Prosegue poi in conferenza stampa, come riporta TMW:
“Senti la spinta del paese? Dal primo giorno, sono sette mesi che sento la gente che mi chiede di portarci al Mondiale. Sento che è la gara più importante della mia carriera, anche se da un po’ faccio l’allenatore. Mi sono preparato, non sto pensando alle cose che vanno male. Voglio pensare positivo, in grande, poi domani vediamo”.
Stanotte ha dormito? Le ultime esperienze sono da ricordare o da dimenticare
“Domani bisogna saper soffrire sulle cose che loro fanno bene, loro buttano palla in area e poi giocano sulle seconde palle. Dobbiamo essere bravi su questo. E’ da mesi e mesi che ne parliamo, poi i giocatori evoluti come sono smanettano, hanno password per vedere partite e sistemi tattici. Sanno tutto bene. Da due giorni facciamo sala video, non deve mancare l’annusare il pericolo. Loro a ogni palla ci credono fortemente e dobbiamo farci trovare pronti. Sul dormire ringrazio i nostri medici, qualche pillolina aiuta. Altrimenti 4.30/5 apro gli occhi e sembro un pipistrello”.
Lippi ha detto che gli somigli…
“L’ho letto e mi sono emozionato, le sue parole mi hanno emozionato e lo ringrazio”.
Come stanno Bastoni e Politano?
“Mancini, Politano, Calafiori non hanno nulla, sono a disposizione. Ieri Bastoni ha fatto 30/35% con la squadra, poi lo proviamo strada facendo. Gli unici in dubbio sono Bastoni e Scamacca”.
Provati gli eventuali rigori? Chi è il rigorista di questa Nazionale?
“Retegui è il rigorista. Ieri li abbiamo provato, tutta la squadra ha calciato tre rigori a testa. Ci siamo portati avanti, sappiamo che c’è la possibilità e l’abbiamo provata”.
C’è un Sinner in questa Nazionale?
“Lo spirito di squadra. Abbiamo giocatori importante, ma mi piacerebbe vedere il suo spirito in tutta la Nazionale”.
Cosa ti senti di dire agli italiani?
“Sta a noi. Se scendiamo in campo anche nello stadio e diamo la sensazione di stare sul pezzo tutto il resto è una conseguenza. Non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino. Ci vuole grande tranquillità e la consapevolezza che sfidiamo giocatori che hanno il veleno. Loro dicono che noi non abbiamo identità, ma è giusto che lo dicano… Noi dobbiamo farci trovare pronti”.
Ha guardato gli spareggi del passato?
“Non avevo bisogno di guardarli, li ho nella mia testa. Poi la verità è che se Jorginho segna all’Olimpico siamo al Mondiale. Quando io ho vinto nel 2003 se Ambrosini non s’inventa la spizzata siamo ai quarti di finale. La fortuna è una componente importante nel calcio, ma alla fine non andiamo al Mondiale dal 2014. Ma quello è il passato, pensiamo a domani”.
Kean-Retegui-Esposito, dipende dalla forma o si pensa anche al 31?
“Non penso al 31, ma a domani. E ho la consapevolezza di avere attaccanti forti”.
Pensa l’Irlanda del Nord sia capace di giocare anche in campo aperto o sia solo lanci lunghi e piazzati?
“No, ma ho visto le ultime loro gare e questa è la caratteristica principale. Dobbiamo stare attento sui piazzati, dobbiamo fare attenzione alla loro cattiveria. Poi Spencer quando ti attacca può farti male, ma le caratteristiche principali sono queste. E’ una squadra verticale che tutto quello che fa lo fa in maniera egregia”.
Le due mancate qualificazioni ha cambiato la percezione della Nazionale? Quanto aumenta pressione su di lei?
“E’ vero. Ma noi domani ci giochiamo qualcosa di importante. La responsabilità non è dei tifosi, sono state due delusioni pazzesche. Ma oggi non c’è tempo di parlare del passato, ma del nostro obiettivo. Dobbiamo riuscire ad andare a questo Mondiale perché è fondamentale per noi. L’obiettivo è quello di riuscire a tornare dove siamo stati per tanti anni e anche da protagonisti”.
Gara da preparare più a livello mentale?
“E’ da preparare da tutti i punti di vista. Gare semplici non esistono più. Devi stare sul pezzo per 95 minuti, se non sei preparato… Dobbiamo essere pronti, domani avremo le nostre difficoltà. Bisognerà saper difendere sulle seconde palle, servirà il dente avvelenato. Le gare facili non esistono più”.
Paragonato al Mondiale 2006, quanto è importante questa gara?
“Quello è un altro mondo, sono passati talmente tanti anni che non ricordo nemmeno più le gare che ho giocato… E’ la più importante sì, per la responsabilità che mi sento addosso non c’è paragone”.
Le apprezza le qualità dell’Irlanda del Nord?
“Dobbiamo essere bravi a non perdere le seconde palle, ad avere una buona percentuale di recuperi. A scappare in maniera corretta e non farci trovare piatti, quando impattiamo col centrale dobbiamo dare la giusta copertura. Non dobbiamo sottovalutare e pensare che il compagno ci mette una pezza, serve annusare il pericolo”.
Ci puoi raccontare un aneddoto di questi giorni che ti ha fatto aumentare la fiducia?
“Tre, quattro, cinque di loro a inizio ritiro non si reggevano in piedi e alla fine c’erano. Scamacca non è voluto andare a casa. Lo spirito mi è piaciuto, io mi diverto molto in campo con loro. Riesco anche a cazzeggiare qualche volta, ma poi ognuno sa stare al suo posto. Tutto questo però dobbiamo metterlo in campo e raccogliere quanto stiamo salutando”.
Cosa dici alla tua squadra per evitare di nuovo il Mondiale? E’ strano vedere una Coppa del Mondo senza l’Italia…
“Lo so che è strano. A me non piace raccontare ai giocatori quello che ho vissuto io. I giocatori le emozioni devono provarle, se non hai il formicolio quando giochi queste gare puoi dire ciò che vuoi… Bisogna entrare in campo e l’avversario non si può sottovalutare, loro sono arrivati fin qui perché hanno il veleno. La prima palla e l’ultima è come se fosse l’ultima della loro vita e non puoi sottovalutare questo, noi dobbiamo rispondere colpo su colpo”.
C’è la consapevolezza nei tuoi che devono passare da questa pagina di sofferenza?
“Penso di sì. Se capiscono, se siamo stati bravi… In questa gara ci sono due partite, quella con e quella senza palla. La sofferenza dobbiamo metterla quando non abbiamo palla, poi quando l’abbiamo noi dobbiamo metterla in campo con la nostra velocità e arrivare nei loro 20-25 metri con qualità sviluppando il tutto in maniera corretta”.
